Camilla Maccario alluce valgo

Alluce valgo causa, la guida definitiva

Indice

Introduzione

Oggi parliamo di quella che è la patologia del piede che più spesso porta all’intervento chirurgico specie tra noi donne: l’alluce valgo. In particolare scopriremo la causa dell’alluce valgo.

Siamo spesso portati a pensare che il piede ci serva “solo” a camminare!

Il piede in realtà ci permette di sentire, percepire!

Si tratta infatti di un organo di senso.

È quindi un organo molto sensibile, che riceve e dà continuamente informazioni fondamentali per il nostro corpo: dolore, sensazioni di equilibrio, tensioni muscolari, ma anche caldo, freddo, irregolarità del terreno e molte altre ancora.

Ecco perché è riduttivo parlare di alluce valgo definendolo “cipolla”.

L’alluce valgo che porta nella quasi totalità dei casi ad una griffe delle dita e ad un cambiamento dell’avampiede in generale, è una deformità che ci limita non solo perchè fonte di dolore, ma anche nella scelta delle nostre abitudini, delle scarpe che utilizziamo, nel nostro modo di esprimerci.

Ecco perchè è riduttivo parlarne come di una semplice deformità scheletrica, banalizzandolo a cipolla del primo dito!

Alluce valgo prima causa di chirurgia del piede nella donna

Il valgismo dell’alluce (alluce valgo) colpisce soprattutto le donne, è infatti la prima causa di intervento chirurgico del piede nelle donne.

Nell’uomo rappresenta invece la seconda causa di chirurgia del piede, dietro solo all’alluce rigido, patologia un po’ meno conosciuta, ma altrettanto comune.

La ragione che rende particolarmente frequente l’intervento chirurgico per la correzione dell’alluce valgo, è dovuta al fatto che le terapie non chirurgiche non sono risolutive.

piede con presenza di alluce valgo su sfondo grigio
Una rappresentazione dell’alluce valgo (Fonte: my-personaltrainer.it)

Alluce valgo intervento

Tante pazienti mi chiedono se esistano trattamenti non chirurgici per la cura dell’alluce valgo.

Ebbene se quello che vogliamo è risolvere la patologia, l’unica via è quella chirurgica.

Plantari, spaziatori in silicone, tutori, plantari, calze, pediluvi, creme, non sono soluzioni per la cura dell’alluce valgo.

Possono in alcuni casi alleviare i sintomi, in altri neanche quello.

Il plantare per esempio può essere utile in caso di metatarsalgia associata all’alluce valgo, ma non ha alcun effetto correttivo sull’alluce nè nel ridurne la sintomatologia.

Non affidiamoci al palantare quindi nella speranza che corregga il nostro alluce valgo o che ci guarisca dalla metatarsalgia ad esso associata.

Il ruolo del plantare è palliativo, riduce il sovraccarico a livello dei metatarsi e ci fa sentire meno dolore.

Altro messaggio non corretto è quello del tutore notturno: il tutore notturno non corregge l’alluce, non lo raddrizza!

Se rientrate in quel gruppo di pazienti che lamentano dolore nel portarlo, eviterei di farlo visto la non efficacia nel trattare questa patologia.

Sconsiglio invece l’utilizzo dei distanziatori in silicone che spesso per esercitare forza sull’alluce “raddrizzandolo” visivamente, agiscono creando pressione sulle piccole dita che subiscono forze avverse portandole a deformarsi.

infografica che mostra piede sano e alluce valgo
Un’infografica mostra un piede sano e uno con l’alluce valgo (Fonte: biomediccenter.com)

Prevenzione alluce valgo: si può fare?

Come spiegato poco sopra non esiste una forma di prevenzione della deformità, che non può venire da utilizzo di plantari o di fisioterapia.

Non esistono esercizi, scarpe o plantari che riallineino una deformità.

Esercizio fisico regolare e appropriato ovvero stretching del tricipite surale (polpaccio), allenamento dell’equilibrio e della propriocettività, può aiutare l’organismo ad usare nel miglior modo possibile il complesso piede e caviglia e rendere una deformità sintomatica il più tardi possibile.

Ho l’alluce valgo devo per forza operarmi?

No.

L’alluce valgo non rappresenta un’emergenza.

Quello che consiglio alle mie pazienti in primis è: informatevi!

Ecco i benefici di una sana informazione:

  • Informarsi è la prima via per un percorso di guarigione di successo.
  • Aiuta a discriminare tra ciò che ci viene raccontato, a leggere con una consapevolezza diversa le esperienze altrui che spesso ci vengono raccontate.
  • Informarsi è il primo passo per capire la propria patologia e decidere come affrontarla.

A seguire è importante valutare la sintomatologia. Attenzione questo dettaglio è rilevante.

Da ortopedico, ma anche da donna il mio suggerimento è quello di non aspettare che sia il dolore a guidarvi.

Almeno non solo quello.

Spesso sono costretta a programmare molta più chirurgia in piedi troppo deformati dalla patologia.

L’alluce valgo ha una sua evolutività.

Questo vuol dire che può peggiorare la deformità dell’alluce e con lei anche quella dei metatarsi minori e delle piccole dita.

Ecco quindi che parliamo di metatarsalgia, dita a griffe, bunionette.

Tutte deformità associate all’alluce valgo, tutte correggibili in un unico intervento, ma che inevitabilmente portano il paziente a tempi di guarigione, sempre rapidi grazie alla chirurgia mini invasiva, ma più lunghi.

Il mio consiglio quindi è non basatevi solo sul dolore, ma valutate anche quanto siete limitate nella scelta e nell’utilizzo delle calzature, non perdete di vista il vostro alluce e il vostro piede, controllate l’evoluzione della vostra deformità.

Alluce valgo intervento e chirurgia mini-invasiva: MICA

La cura dell’alluce valgo difficilmente non passa attraverso la chirurgia.

Esistono tuttavia numerose tecniche chirurgiche per la correzione dell’alluce valgo: tecniche aperte ovvero con incisioni, mini-invasive con o senza fissazione.

L’alluce valgo è infatti una patologia molto diffusa e da qui la necessità di sviluppare tecniche di volta in volta sempre meno invasive e con ridotto rischio di recidiva.

Le incisioni sono quindi diventate mini-incisioni, fino a arrivare ad essere dei veri e propri “buchini”.

il medico camilla maccario opera alluce valgo in sala operatoria
Alcuni momenti di un mio intervento

La mini-invasività è diventata talmente importante da ritenere non essenziale l’utilizzo dei mezzi di sintesi (viti).

Si è quindi abbandonato l’uso dei mezzi di sintesi, rendendosi conto successivamente che questo portava ad un aumentato rischio di recidiva.

Proprio da questa nuova necessità ovvero unire la mini-invasività alla stabilità per ridurre il rischio di perdita di correzione, nasce la nuova tecnica mini-invasiva per la correzione dell’alluce valgo: la Minimally Invasive Chavron Akin.

La tecnica MICA, una tecnica percutanea.

Tecnica MICA (tecnica mini invasiva) alluce valgo

La tecnica MICA rappresenta una svolta nella chirurgica mini-invasiva per la correzione dell’alluce valgo andando ad unire la necessità di mini-invasività e quindi ridotte incisioni, ridotto dolore nel post-operatorio, al concetto di stabilizzazione ovvero riduzione del rischio di recidiva della deformità.

Si tratta di una tecnica percutanea che prevede l’utilizzo di piccole frese dedicate simili a quelle utilizzate dai dentisti.

La mini-invasività di questa tecnica permette quindi un minor insulto dei tessuti con conseguente minor dolore nel post operatorio e un recupero più rapido.

Vediamo nel dettaglio quali sono i vantaggi legati alla tecnica MICA, tecnica mini invasiva.

Maggior potere correttivo

Si tratta di una tecnica che amplia il potere correttivo permettendo di espandere le indicazioni.

Detto in modi più semplice, la forza correttiva di questa tecnica ci permette di utilizzarla anche nei casi in cui la deformità sia fortemente avanzata.

In questi pazienti fino a pochi anni fa non era infatti possibile pensare ad una correzione del valgismo se non eseguendo un’artrodesi ovvero un blocco dell’articolazione.

Oggi questa tecnica ci permette di salvare il movimento dell’alluce e preservare l’articolazione anche in casi in cui la deformità è moto evoluta.

Ridotto gonfiore post-operatorio

Questa tecnica grazie al suo basso livello di invasività e alla fissazione permette una riduzione dell’ematoma e quindi il gonfiore nel post-operatorio con minor stress dei tessuti molli.

La presenza del mezzo di sintesi infatti garantisce una stabilità della correzione e quindi una più rapida guarigione, riducendo i tempi di recupero.

Ridotto rischio di recidiva

Non esiste una tecnica chirurgica che non abbia un rischio, seppur minimo, di recidiva.

Facendo questa premessa la tecnica MICA ci ha permesso di ridurre considerevolmente questo rischio specie se comparata alle precedenti tecniche mini-invasive (quelle che chiamiamo di prima generazione).

Quest’ultime infatti affidavano la correzione del valgismo dell’alluce ad un bendaggio esterno che per quanto in trazione, spesso non riusciva ad esercitare in modo sufficiente il suo potere correttivo.

L’evoluzione della tecnica MICA è l’aver scelto la via della mini-invasività senza aver rinunciato alla stabilizzazione della correzione con mezzo di sintesi.

Il mezzo di sintesi deve essere rimosso?

Il mezzo si sintesi (una piccola vite in titanio) importante per tenere stabilizzata la correzione, non deve essere rimosso a priori.

Raramente (meno di 2 pazienti su 100) viene rimossa, non per rigetto od intolleranza (il titanio è un materiale anallergico), ma per attrito con particolari calzature (tipicamente decolté).

Non si tratta di un reintervento, ma di eseguire un piccolo buchino attraverso cui viene sfilato il mezzo di sintesi.

Il ritorno ad una calzatura normale è pressoché immediato.

Il concetto della mini-invasività

Mini-invasività non è solo nelle incisioni.

Il concetto di mini-invasività oggigiorno si espande. Mini-invasiva è l’anestesia, mini-invasivo è il recupero post operatorio con un carico immediato e la degenza ospedaliera limitata al giorno dell’intervento se non si vuole passare la notte in ospedale.

Quale anestesia viene scelta per l’intervento correttivo dell’alluce valgo utilizzando la tecnica MICA (tecnica mini invasiva)?

Spesso il paziente mi domanda preoccupato quale tipo di anestesia sia necessario per l’intervento di correzione dell’alluce valgo. Anche in questo senso la tecnica MICA ha apportato dei vantaggi.

Si tratta infatti di anestesie periferiche che permettono di tenere addormentata la gamba dal ginocchio in giù o anche solamente dalla caviglia in giù, cosi da tenere controllato e spento il dolore, senza rinunciare completamente alla mobilità.

L’anestesia quindi prevede un ankle-block o un popliteal-block, ovvero un’anestesia rispettivamente al di sotto di caviglia e ginocchio, la quale serve a raggiungere un ottimo controllo del dolore sia durante l’intervento che durante le ore successive, garantendo al piede addormentato, un tranquillo primo decorso post operatorio.

Se il paziente dovesse soffrire di ansia o paura causate dall’intervento, è possibile essere sedati e dormire per l’intera durata dell’operazione.
Non abbiate paura quindi se svegliandovi al termine dell’intervento, sentirete il piede intorpidito, o se non lo sentirete affatto!

È voluto! In questo modo nel momento in cui la sensibilità inizia a ripresentarsi, saranno passate ore dall’intervento e il dolore sarà meno forte e più gestibile utilizzando i farmaci che avrete già prescritti in terapia.

Quanto dura l’intervento di correzione dell’alluce valgo con tecnica MICA?

L’intervento ha una durata di circa 20-30 min.

Come spiegato il paziente puo’ chiedere di essere sedato.

Al termine dell’intervento svegliandovi vi accoregrete di non avere la percezione di movimento del piede e della gamba. E’ normale e vi aiutera’ a tenere controllato il dolore.

Inoltre noterete una medicazione attorno al vostro piede.

La medicazione non sara’ da rimuovere. Dovrete averne cura per che’ vi accompagnera’ nei primi 7-10 giorni post-operatori insieme alla scarpa post-operatoria walk 1.

Dimissione

L’intervento di correzione dell’alluce valgo utilizzando la tecnica MICA prevede una dimissione in giornata Day Hospital o una notte di ricovero a seconda di quello che il paziente ritiene più idoneo.

Non c’è una scelta giusta o sbagliata.

Se siete quindi persone più ansiose e temete maggiormente la comparsa del dolore sappiate che la terapia in vena ospedaliera può essere più efficace.

In questo caso suggerirei di passare una notte in ospedale.

Al contrario se l’ospedale vi sta stretto e preferite la tranquillità di casa vostra è possibile la dimissione nel pomeriggio il giorno stesso dell’intervento.

In questo caso consiglio di non caricare sull’arto operato che potrebbe essere ancora addormentato e non pronto al carico.

Indipendentemente da quando avvenga la dimissione, è fondamentale caricare, e quindi camminare con la scarpa post-operatoria consigliata, a partire dal giorno successivo all’intervento!

Ricordatevi: prima camminate prima guarite!

Intervento di correzione dell’alluce valgo: tempi di recupero.

Non appena il paziente riacquisterà la sensibilità (ovvero la mattina successiva all’intervento) sarà consentito, anzi necessario, caricare a pieno carico sull’arto operato, utilizzando una scarpa post operatoria bilaterale molto simile ad una sneaker: una scarpa post-operatoria che consente un pieno carico e che vi permette di camminare in modo omogeneo ovvero distribuendo il peso su entrambi i piedi.

Consiglio le stampelle per 24 ore con l’unico scopo di aiutare l’equilibrio del paziente.

Questa scarpa vi accompagnera’ per 30 giorni cosi come il bendaggio che verra’ pero’ rinnovato secondo date stabilite.

Al momento della dimisisone vi verrà quindi rispiegato tutto l’iter post-operatorio.

Ovvero scarpa post-operatoria sempre indossata quando camminate (non camminate scalze!), rinnovo del bendaggio a:
7-10 giorni;
20 giorni;
a 30 giorni sarà possibile rimuovere il bendaggio e tornare ad una scarpa comoda, una comune scarpa da ginnastica per esempio.

Non abbiate paura del rinnovo della medicazione: non è una procedura dolorosa cosi come non lo è la rimozione dei punti perchè quei pochi che avrete sono riassorbibili!

Pieno recupero

La scarpa con il tacco o comunque una scarpa “più bella che comoda” potrà essere indossata dal secondo mese, la limitazione in questo caso è dettata dal gonfiore che in alcuni pazienti si può estendere per qualche mese dopo l’intervento specie nelle correzioni di deformita’ maggiori che prevedono la correzione dell’alluce e dei raggi minori (dita e metatarsi).

Se il vostro piede rimane un pò più gonfio anche dopo il primo mese quindi è assolutamente normale e non è indice di un problema o di una complicanza post-operatoria.

La ripresa dell’attività sportiva può iniziare dopo i primi 45 giorni, se però parliamo di attività sportiva ad alto impatto che preveda corsa, salti o cambi di direzione è più prudente aspettare i 2 mesi e mezzo/tre.

camilla maccario medico chirurgo primo piano
Camilla Maccario significa competenza e professionalità per risolvere i tuoi problemi all’alluce valgo.

Conclusioni

L’alluce valgo è una patologia complessa del piede, particolarmente comune tra le donne, che spesso richiede un intervento chirurgico per essere risolta definitivamente.

Le terapie non chirurgiche come plantari, tutori e distanziatori in silicone possono solo alleviare temporaneamente i sintomi, ma non sono in grado di correggere la deformità.

È importante comprendere che l’alluce valgo non è semplicemente una “cipolla” sul piede, ma una condizione che può influenzare significativamente la qualità della vita, limitando la scelta delle calzature e provocando dolore.

La prevenzione della deformità attraverso plantari o esercizi specifici non è possibile, sebbene un’attività fisica appropriata possa rendere un alluce valgo sintomatico il più tardi possibile, evitando di aspettare che il dolore e la deformità diventino invalidanti per la qualità della vita del paziente.

L’informazione e la valutazione attenta della sintomatologia sono fondamentali per decidere il percorso terapeutico più adeguato, evitando di aspettare che il dolore diventi insopportabile.

Monitorare l’evoluzione dell’alluce valgo e delle deformità associate è cruciale per intervenire tempestivamente e migliorare il benessere generale del paziente.

Soffri di alluce valgo e vuoi un serio professionista per risolvere il problema? Sono a tua disposizione!

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Sono la dr.ssa Camilla Maccario

Sono Camilla Maccario, Medico Chirurgo, Specialista in ortopedia e traumatologia. Sono dedicata al trattamento delle patologie di Piede e Caviglia.

Lavoro presso l’Unità di Ortopedia della caviglia e del piede presso Humanitas San Pio X di Milano.