Camilla Maccario alluce valgo

Alluce valgo chi lo cura, i 5 punti più importanti da sapere

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Alluce valgo: chi lo cura

L’alluce valgo è una patologia diffusa specie nel pubblico femminile. No, non sono le amate o odiate scarpe con il tacco a causarlo, ma sicuramente lo possono rendere più sintomatico! “Alluce valgo chi lo cura?”, questa è la domanda a cui risponderò nello specifico in questo articolo.

L’alluce valgo è una deformità che sempre più spesso porta la donna nascondere I propri piedi. Non è solo questione di sintomatologia.

Ovviamente il dolore e la limitazione nello scegliere la scarpa o nel camminare per lunghi tratti possono essere presenti anche da subito, ma spesso la deformità è visibile prima!

Quindi cosa fare? A chi rivolgersi?

donna si tocca piede destro con alluce valgo
L’alluce valgo è più diffuso di quanto pensi. (Fonte immagine: mypersonaltrainer)

Spesso sento riferire da pazienti convinte per la chirurgia e quindi per la via risolutiva, racconti davvero scoraggianti di amiche o conoscenti riguardo alla chirurgia dell’alluce. Raramente però sono racconti precisi.

La prima domanda da farsi però se si vuole affrontare un intervento in generale non è se sarà doloroso, ma a chi devo affidarmi?

Chi lo cura, chi se ne occupa?

Sarà poi la persona, il chirurgo, che avrete scelto per risolvere il problema a spiegarvi come gestire il dolore.

Non è un dettaglio indifferente perché tutto il resto viene di conseguenza.

Ed è per questo che la scelta di un chirurgo dedicato alle patologie del piede e della caviglia fa la differenza quando si parla di chirurgia per la correzione dell’alluce valgo.

Ho passato tutti gli anni della mia specialità a dedicarmi alla chirurgia di piede e caviglia, ho trascorso un anno all’estero proprio per poter approfondire temi legati al distretto piede e caviglia.

La specialità nella specialità oggi è un valore.

Permette di dare più qualità al paziente, di dedicarsi maggiormente al proprio ambito sia in campo clinico che scientifico.

Cos’è l’alluce valgo

Come dicevo l’alluce valgo è una patologia molto conosciuta specie tra noi donne.

Sappiamo che è una deformità che riguarda il primo dito del piede e che vede il primo metatarso deviare in varo, portando la falange distale a compensare andando in valgo.

Tutto questo porta al formarsi della nota “cipolla”.

piede visto dall'alto dove si vede la cipolla del'alluce valgo
La “cipolla” dell’alluce valgo. (Fonte immagine: www.ripra.it)

A cosa serve lo specialista?

Lo specialista non deve fermarsi al solo banale “fa male o non fa male?” ma deve aiutarvi a capire l’evoluti vita’ della patologia e cosa questo comporti per voi.

L’alluce valgo infatti ha una evolutività.

La deformità del primo dito obbliga i metatarsi dei raggi minori ad un carico di lavoro eccessivo causando sovraccarico e quindi metatarsalgia e portando ad uno sbilanciamento tendineo a livello delle piccole dita causa della successiva griffe.

Si tratta quindi di una deformità che può andare a compromettere in modo rilevante la forma di tutto l’avampiede portando a chirurgia più estesa.

Questo non significa che ogni alluce valgo vada operato a priori, ma è anche corretto non limitare la gravità della patologia dell’alluce valgo al solo dolore: dobbiamo imparare a valutare la deformità e a tenerla d’occhio.

Alluce valgo: posso curarlo io!

Benché si senta spesso parlare dei rimedi naturali o conservativi per il trattamento e la cura dell’alluce valgo, si tratta di una patologia che per essere risolta necessita di chirurgia.

Non esistono quindi plantari, tutori, distanziatori in grado di correggere la deformità.

Proprio perché la chirurgia ha un ruolo fondamentale nella cura di questa patologia, ha avuto una continua evoluzione.

La ricerca della tecnica ideale per il trattamento dell’alluce valgo ha portato la chirurgia a spostarsi da “aperta” a “mini-invasiva” a “mista” e ancora ad utilizzare mezzi di sintesi per poi smettere e poi ancora tornare ad usarli.

Se sei interessato alla cura dell’alluce valgo, buone notizie, posso aiutarti!

Sono la Dottoressa Camilla Maccario, chirurgo ortopedico specializzato nella chirurgia del piede e della caviglia, con una formazione internazionale che mi ha permesso di crescere e imparare dai migliori.

Nata nel 1986, sono mamma di due fantastici bambini. Eseguo oltre 200 interventi l’anno, professionalità e competenza sono alla base del mio percorso.

Un cammino cominciato tempo fa.

Ho conseguito la maturità classica a Ventimiglia, presso il Liceo Aprosio. Milano è stata una città cruciale per la mia formazione e crescita. Qui ho ottenuto la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2011, con il massimo dei voti. La mia passione per l’ortopedia e la traumatologia è nata durante gli anni universitari presso l’I.O. Pini, sotto la guida del compianto Prof. Albisetti.

Il mio percorso di specializzazione in Ortopedia e Traumatologia, dal 2012 al 2017, mi ha portato a esperienze formative negli Stati Uniti, all’IRCCS Galeazzi e al Policlinico S. Donato.

donna medico Camilla Maccario
Prontissima a curare il tuo alluce valgo!

Alluce valgo operazione dolorosa?

Al giorno d’oggi le aspettative del paziente sono ben diverse rispetto ad anni fa.

Del resto anche le aspettative della nostra società hanno alzato in modo rilevante l’asticella. Una società che ci richiede tempi di reazione rapidi, indipendenza sempre, pause brevi. Di conseguenza anche la chirurgia non poteva che adeguarsi a queste necessità.

Ecco perché credo nel valore della mini-invasività.

La mini-invasività non è solo legata ai buchini della tecnica percutanea. Mini-invasività per me è di più.

Ecco perché sono attenta ai dettagli.

Ecco perché l’anestesia deve essere periferica (se non vi sono problemi di salute generale che la sconsiglino), ecco perché il bendaggio è importante, ecco perché il carico deve essere immediato.

Tutto questo porterà il paziente verso un rapido recupero.

La tecnica chirurgica che utilizzo per il trattamento dell’alluce valgo è la tecnica MICA: Minimali Invasive Chevron Akin. Questa tecnica completa la mia idea di mini-invasività.

Si tratta di una tecnica mini-invasiva o percutanea di nuova generazione che unisce la mini-invasività alla stabilizzazione con un mezzo di sintesi.

Ok ma perchè la necessità di un mezzo di sintesi?

Si tratta di una piccola vite in titanio, materiale anallergico, che permette la stabilità della correzione.

So che alcuni pazienti sono contrari all’utilizzo dei mezzi di sintesi, ma come chirurgo il mio ruolo non è accontentare a priori i miei pazienti, ma offrirgli il meglio.

Vi spiego perchè ritengo che il mezzo di sintesi sia un vantaggio e perchè ho creduto fin da subito in questa tecnica mini-invasiva di nuova generaizone MICA.

medici operano una persona
Per la cura dell’alluce valgo utilizzo la tecnica MICA. (Fonte immagine: altalex.com)

La vite offre stabilità alla correzione. È un concetto importante, fondamentale se vogliamo ridurre il tasso di recidiva.

Quando la chirurgia mini-invasiva era affidata ad oteotomie (tagli ossei) senza stabilizzazione con mezzi di sintesi, la correzione veniva affidata interamente al bendaggio.

Il bendaggio ha un ruolo fondamentale, ma non può essere quello di mantenere tutta la correzione. Basta infatti che questo ceda minimamente per compromettere l’intervento e vedere l’alluce recidivare.

Ecco perchè la tecnica mini-invasiva, o percutanea, tradizionale presentava un rilevante tasso di recidiva della deformità.

La tecnica MICA come ho già spiegato cerca di unire i vantaggi di ciascuna tecnica (aperta e mini-invasiva) senza rinunciare alla stabilita’ del mezzo di sintesi che appunto stabilizza la correzione riducendo in modo concreto il tasso di recidiva.

Il bendaggio ha comunque un ruolo, ma non correttivo.

Il bendaggio che preparo al termine dell’intervento ha il compito di modellare la correzione, ma non ne è il diretto responsabile.

Un altro concetto importante è la stabilità raggiunta attraverso un unico mezzo di sintesi. Ovvero l’utilizzo di un’unica vite invece che due per stabilizzare la correzione.

La tecnica MICA nasce infatti proponendo una stabilizzazione con 2 viti in titanio.

Ritengo però che l’utilizzo di due mezzi di sintesi allunghi i tempi della chirurgia senza apportare una differenza significativa. La letteratura scientifica mi dà ragione, numerosi sono gli studi che affermano la stessa stabilità utilizzando un singolo mezzo di sintesi.

Rimane fondamentale però posizionare quell’unico mezzo di sintesi in modo “tri corticale” cosi da offrire la stessa stabilità, controllando la rotazione dell’alluce durante il suo inserimento.

Si tratta di dettagli che permettono però di mantenere la chirurgia entro determinati tempi chirurgici (20-30 min), ricercando in modo attento e costante il concetto di mini-invasività.

Alluce valgo guarigione

La guarigione passa attraverso il vostro impegno e la vostra grinta! Camminare rimane la chiave per una guarigione veloce e ottimale. Camminare quindi non sarà solo possibile ma un dovere!

Più camminerete prima guarirete.

Camminare è possibile con un’apposita scarpa post operatoria bilaterale che simile ad una sneaker. Il concetto è darvi la possibilità di camminare con due scarpe uguali che quindi vi diano la stabilità necessaria per poter evitare l’utilizzo delle stampelle.

Ricordate: per 30 giorni avrete un bendaggio. Ritengo fondamentale la cura del bendaggio.

Ecco perché voglio rivedervi tra i 7 e i 10 gg e poi a 20 giorni. Il bendaggio, lo abbiamo spiegato, non è responsabile diretto della correzione, per quello esiste il mezzo di sintesi.

Tuttavia il bendaggio ha un ruolo essenziale nel plasmare la correzione. Nel rendere il vostro alluce il più naturale possibile dopo la correzione.

Ecco perchè la vite viene posizionata solo nell’osteotomia prossimale (quella principale a livello del metatarso). Non inserisco invece nessuna vite nell’osteotomia distale.

Ok perchè non lo faccio?

Ritengo che quella osteotomia (ricordiamo che osteotomia vuol dire taglio osseo) mi permetta di plasmare la correzione residua dell’alluce dandogli la “forma” più idonea che non è la stessa per ogni piede.

piedi in riva al mare al tramonto
Tornare a fare le passeggiate in spiaggia non sarà un miraggio dopo la riabilitazione!

Questo è un concetto importante estetico, ma anche funzionale.

I piedi non sono tutti uguali e la correzione di una deformità deve tenere in considerazione l’armonia del piede a cui appartiene.

Il bendaggio che eseguo ha quindi la funzione di plasmare il risultato finale.

Per esempio evitando che rimanga troppo spazio tra l’alluce e il secondo dito, o ancora che l’alluce rimanga innaturalmente dritto (perche ricordatevi che l’alluce ha un valgismo fisiologico che va mantenuto).

Piccoli dettagli che contano e incidono sul risultato finale.

A 30 giorni il bendaggio viene rimosso. Potete tornare ad una scarpa comoda, alla guida, a lavare il piede!

L’attività fisica ad alto impatto (corsa, salti cambi di direzione) può essere ripresa a 2-3 mesi dall’intervento.

Se parliamo di attività fisica che non incida sul carico e sul piede potete non interromperla mai.

Ricordate che il piede può rimanere gonfio per qualche mese a seconda della quantità di chirurgia che viene effettuata. Operare solo l’alluce è diverso dall’operare alluce e metatarsi o ancora alluce, metatarsi e piccole dita.

La mini-invasività ci permette di affrontare la correzione di tutto l’avampiede in un’unica chirurgia, ma la quantita’ di chirurgia può incidere sulla tumefazione e quindi sulla necessita’ di usare per un po’ più di tempo scarpe commode invece che belle!

Il mio valore aggiunto

L’alluce valgo è donna e ritengo che spetti ad una donna occuparsene!

Non vogliatemene, ma questo è un concetto maturato negli anni.

Questo è completamente diverso, in tema di alluce valgo, l’approccio ad un pubblico maschile rispetto a quello verso un pubblico femminile.

Noi donne non viviamo l’alluce valgo come “un problema al piede”, ma come una deformità che ci obbliga a cambiare le nostre abitudini e che ci fa “inciampare” nella nostra quotidianità.

Troppe volte ho visitato donne che quasi si scusavano per desiderare l’intervento anche se l’alluce non creava dolore.

Non voglio indurre pazienti, donne, che hanno un alluce valgo asintomatico a pensare a chirurgia. Voglio parlare però anche a quelle donne che non sono sintomatiche, ma che vedono il loro piede cambiare forma, vedono le loro scarpe deformarsi e trovano impossibile calzare una bella scarpa.

Non deve essere il dolore, non deve essere l’età a farci decidere se correggere o meno una deformità che condiziona il nostro stile di vita.

Detto questo la chirurgia prevede un processo di informazione.

Attraverso l’informazione si matura un’idea, ci si prepara, si capisce se si è realmente pronti.

Cosa consiglio sempre di fare prima di qualsiasi operazione in ambito medico:

  1. Chiedere, chiedere e ancora chiedere informazioni al proprio medico di fiducia o ad un medico online affidabile.
  2. Non peggiorare la vostra situazione andando a fare pressione fisica sul punto in cui avete dolore.
  3. Rispettare le indicazioni del medico, le terapie non vengono date per hobby o passatempo, vanno seguite!

Ritengo però che il mio valore aggiunto sia proprio quello di riuscire ad andare oltre ai banali stereotipi: non è abbastanza valgo per intervenire, non si tornerà comunque ad indossare un scarpa con il tacco, non si fa chirurgia se non vi è dolore.

Oggigiorno le aspettative siano cambiate, cosi come le possibilità nelle mani del chirurgo.

La mini-invasività rappresenta questo. Non un miracolo, ma un concetto che permetta di estender le indicazioni adeguandole alle esigenze di noi donne.

Conclusioni

L’alluce valgo è una patologia comune che può causare disagio fisico ed emotivo, particolarmente nelle donne.

Sebbene non siano le scarpe con il tacco a causarlo, queste possono aggravare i sintomi.

La deformità visibile può portare a limitazioni nella scelta delle calzature e nel camminare, influenzando significativamente la qualità della vita.

È fondamentale rivolgersi a uno specialista esperto nella chirurgia del piede e della caviglia per una valutazione approfondita e un trattamento adeguato. La chirurgia mini-invasiva, come la tecnica MICA (Minimali Invasive Chevron Akin), offre una soluzione efficace per correggere la deformità, riducendo il rischio di recidiva e garantendo un recupero rapido.

La mia esperienza e formazione internazionale mi permettono di offrire ai pazienti un trattamento di alta qualità, combinando precisione chirurgica e attenzione ai dettagli.

Il bendaggio post-operatorio, la stabilizzazione con mezzi di sintesi e un approccio personalizzato sono elementi chiave per il successo dell’intervento.

Affrontare l’alluce valgo con determinazione e fiducia nella competenza del chirurgo è il primo passo verso il recupero e la ripresa di una vita attiva e soddisfacente.

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donna medico Camilla Maccario
Sono la dr.ssa Camilla Maccario

Sono Camilla Maccario, Medico Chirurgo, Specialista in ortopedia e traumatologia. Sono dedicata al trattamento delle patologie di Piede e Caviglia.

Lavoro presso l’Unità di Ortopedia della caviglia e del piede presso Humanitas San Pio X di Milano.