Dott.ssa Camilla Maccario
Cos'è l'Alluce Rigido?
L’alluce rigido è una patologia dell’articolazione metatarso-falangea del primo dito, caratterizzata da un’alterazione del centro di rotazione articolare. Non significa “alluce completamente bloccato”: nelle fasi iniziali il movimento è ancora presente, ma avviene lungo un asse non fisiologico. Il primo metatarso tende a essere elevato rispetto alla falange, modificando la meccanica del passo. Questo squilibrio provoca un sovraccarico progressivo della cartilagine e porta alla formazione di un’esostosi dorsale, la tipica protuberanza ossea che può arrossarsi e infiammarsi.


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Alluce rigido sintomi
I sintomi dell’alluce rigido possono essere subdoli nelle fasi iniziali. Spesso il primo segnale è un dolore dorsale sull’articolazione, accentuato dall’attrito con la scarpa. Con il tempo compaiono rigidità, riduzione dell’estensione e difficoltà nella fase di spinta del passo. Non di rado il paziente lamenta dolore plantare sotto i metatarsi, segno di metatarsalgia da trasferimento. In alcuni casi compaiono callosità dorsali e plantari o tra le falangi dell’alluce, indice di sovraccarico cronico.
Alluce rigido, dolore e rigidità articolare
Il dolore nell’alluce rigido nasce dall’alterazione meccanica dell’articolazione. Quando il centro di rotazione è scorretto, la cartilagine viene sollecitata in modo anomalo e inizia un processo degenerativo progressivo ovvero artrosico. La rigidità è inizialmente selettiva, soprattutto in estensione, e compromette la fase propulsiva del passo. Il paziente tende inconsciamente a evitare la spinta sull’alluce, trasferendo il carico ai metatarsi laterali. È questo meccanismo che spiega perché l’alluce rigido non sia solo un problema dell’alluce, ma dell’intero avampiede.

Tecnica MICA
La tecnica MICA (Minimally Invasive Chevron Akin) rappresenta oggi una delle evoluzioni più significative nella chirurgia dell’alluce valgo. Si tratta di una procedura mini-invasiva che consente di eseguire osteotomie correttive attraverso incisioni millimetriche, riducendo il trauma sui tessuti molli. Il principio fondamentale è il riallineamento del primo metatarso e dell’alluce, non la semplice rimozione della “cipolla”. La correzione viene stabilizzata con mezzi di sintesi dedicati, che garantiscono una tenuta meccanica solida e affidabile. Questo aspetto è centrale perché consente all’osso di guarire mantenendo l’allineamento corretto nel tempo.
La stabilità ottenuta con la tecnica MICA permette un decorso post-operatorio più controllato e prevedibile rispetto al passato. L’intervento viene eseguito in anestesia periferica e ha una durata ridotta, con benefici in termini di sicurezza e recupero. La mini-invasività non è solo una questione estetica, ma un approccio che rispetta l’anatomia e favorisce una guarigione più fisiologica. Il risultato è un piede più armonico, con una migliore distribuzione dei carichi e una riduzione del rischio di recidiva nel lungo periodo.
Alluce rigido intervento
Quando la terapia conservativa non è più sufficiente, l’intervento chirurgico rappresenta una soluzione efficace. L’obiettivo non è solo eliminare la “cipolla” dorsale, ma ripristinare un asse articolare corretto. La pianificazione avviene sempre dopo valutazione clinica e radiografie in carico. A seconda dello stadio della patologia posso optare per tecniche mini-invasive di riallineamento, osteotomie correttive eseguite con tecniche open o, nei casi più avanzati, per procedure più strutturate come l’artrodesi.

Osteotomia alluce rigido
L’osteotomia è indicata quando il consumo articolare non è ancora elevato e si vuole preservare l’articolazione metatarso falangea e il suo movimento.
Questa può essere eseguita con tecniche chirurgiche open o mini-invasive (come la tecnica MICA) a seconda dell’evoluzione della deformità e dei consumi articolari in atto.
Il focus dell’osteotomia è il ripristino del corretto centro di rotazione dell’articolazione. Attraverso un taglio osseo mirato, infatti, posso modificare l’assetto biomeccanico dell’articolazione, migliorando il movimento residuo e riducendo il sovraccarico cartilagineo.
Questa tecnica rientra nella cosiddetta chirurgia “joint-preserving”, cioè di preservazione articolare per prevenire o rallentare l’evoluzione artrosica. È particolarmente utile nelle fasi intermedie della patologia.
Chirurgia Mini Invasiva (MICA) per l'Alluce Rigido
La chirurgia mini-invasiva per l’alluce rigido mi consente di intervenire attraverso incisioni millimetriche, riducendo al minimo il trauma sui tessuti molli. Nei casi in cui il problema principale sia l’alterazione dell’asse del primo metatarso, posso eseguire osteotomie correttive per ristabilire un centro di rotazione più fisiologico. Questo approccio permette un migliore controllo del dolore post-operatorio e un recupero più rapido. La mini-invasività non significa solo “buchini”, ma rispetto dell’anatomia, tempi chirurgici ridotti e protocollo fast-track.
Chirurgia Mini Invasiva (MICA) per l'Alluce Rigido
Nei quadri più complessi può essere necessario un accesso chirurgico più ampio. La chirurgia tradizionale consente un controllo diretto dell’articolazione e una maggiore possibilità di decomprimere l’articolazione. Questa tecnica si adatta meglio ai casi di maggiore compromissione dell’articolazione metatarso falangea. Anche in questi casi l’obiettivo resta il ripristino della biomeccanica e la preservazione articolare quando possibile.
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Artrodesi alluce rigido: la Fusione Articolare
L’artrodesi rappresenta la soluzione più affidabile nei casi di artrosi avanzata, quando la cartilagine è ormai gravemente o totalmente compromessa. Consiste nella fusione dell’articolazione metatarso-falangea in una posizione funzionale che consenta una camminata stabile e indolore. È una scelta che elimina il movimento articolare, ma garantisce un’elevata percentuale di soddisfazione in termini di controllo del dolore. È indicata soprattutto nei pazienti con rigidità marcata, dolore persistente ma soprattutto con un consumo articolare (artrosi avanzata dell’articolazione) che non permette il recupero dell’articolazione metatarso falangea.


La medicina rigenerativa e l’alluce rigido
Come ho spiegato, l’alluce rigido costringe l’articolazione a lavorare lungo un asse di rotazione non fisiologico.
Il risultato è un incremento degli stress biomeccanici per tutti i tessuti, anche per la cartilagine, che può danneggiarsi ed iniziare una degenerazione artrosica diffusa. In effetti, l’alluce rigido è una lesione pre-artrosica, che, trascurata, porta ad un artrosi dell’alluce.
Pianificare un riallineamento dell’articolazione, è, quindi, un atto di “joint-preserving surgery”, ossia un termine inglese che indica una ricostruzione del piano articolare, per prevenire l’evoluzione artrosica.
Tuttavia, i danni cartilaginei presenti prima dell’intervento, difficilmente possono risolversi spontaneamente, anche dopo un riallineamento. Fino ad oggi la “joint-preserving-surgery” aveva l’obiettivo di rallentare o arrestare l’evoluzione artrosica.
Era ancora troppo ambizioso pensare di tornare indietro e cancellare, come con un colpo di spugna i danni cartilaginei. A dire il vero, anche oggi questo netto colpo di spugna non esiste. Tuttavia, lo stiamo avvicinando a grandi passi.
Infatti, la medicina rigenerativa, associata alle tecniche di riallineamento, può indurre una guarigione o, quantomeno, una notevole riduzione del danno cartilagineo pre-esistente, contribuendo in modo vincente non solo ad arrestare il processo artrosico, ma inducendo addirittura una regressione della patologia. Ecco perché, durante una mia visita, in casi isolati e specifici, può succedere che vi consiglio di associare l’opzione chirurgica ad un supplemento di medicina rigenerativa, il più delle volte utilizzando la frazione stromale del tessuto adiposo.
In poche parole, consiglio di associare al gesto chirurgico, un prelievo del tessuto adiposo, da cui estrarre le cellule multipotenti normalmente residenti nel grasso. Queste, posizionate in corrispondenza del danno cartilagineo, possono indurre una rigenerazione tessutale.

La TAC 3D Cone Beam con sistema Verity Planmed è una tecnologia avanzata disponibile in pochissimi centri in Italia dedicati a piede e caviglia. Si esegue in posizione eretta, quindi in carico, condizione fondamentale per studiare correttamente la biomeccanica del piede. A differenza delle indagini tradizionali, fornisce immagini tridimensionali estremamente precise, integrate anche con sistemi di intelligenza artificiale. Questo consente di ottenere informazioni più complete rispetto a una semplice radiografia e di pianificare il trattamento con maggiore accuratezza. È particolarmente utile nei casi di deformità complesse della caviglia o delle dita, permettendo di valutare con precisione sia la situazione iniziale sia il risultato post-operatorio.

Scopri come raggiungere la mia sede principale, a Milano, oppure clicca qua per scoprire tutti i luoghi dove opero.
Da Nord (es. Monza)
Partendo da Monza, percorri la A52 in direzione Milano e prosegui seguendo le indicazioni per il centro città. Continua verso Porta Venezia e poi in direzione Porta Romana, fino a raggiungere Viale Regina Margherita, dove si trova lo studio.
Da Sud (es. Lodi)
Da Lodi, imbocca l’autostrada A1 in direzione Milano e segui le indicazioni per Milano centro. Una volta entrato in città, prosegui verso Porta Romana e continua fino a Viale Regina Margherita, facilmente raggiungibile dalle principali arterie urbane.
Da Bergamo
Dalla stazione di Bergamo, prendi un treno diretto verso Milano Centrale. Una volta arrivato, utilizza la metropolitana linea M3 in direzione San Donato e scendi a Porta Romana, da cui lo studio è raggiungibile a piedi.
Da Pavia
Dalla stazione di Pavia, prendi un treno per Milano Centrale o Milano Rogoredo. Da lì, utilizza la metropolitana linea M3 direzione Comasina e scendi a Porta Romana, a pochi minuti a piedi dallo studio.
Da Sesto San Giovanni
Da Sesto San Giovanni, puoi utilizzare diverse linee di autobus e metropolitana che collegano rapidamente con il centro di Milano. Prosegui verso Porta Venezia o Porta Romana e poi continua con i mezzi di superficie fino a Viale Regina Margherita.
Da San Donato Milanese
Da San Donato Milanese, sono disponibili autobus diretti verso il centro città. Segui le linee che portano in direzione Porta Romana e scendi nelle vicinanze di Viale Regina Margherita, facilmente raggiungibile a piedi in pochi minuti.
Dove Parcheggiare
Lo studio si trova in una zona centrale di Milano, dove il parcheggio può risultare limitato, soprattutto nelle ore di punta. È possibile trovare parcheggio lungo le vie limitrofe, generalmente a pagamento (strisce blu). Si consiglia di arrivare con qualche minuto di anticipo per individuare più facilmente un posto. In alternativa, sono presenti parcheggi coperti nelle vicinanze. Al momento della prenotazione, le segretarie possono fornire indicazioni utili e aggiornate per facilitare l’arrivo.
- Da Monza
Percorri la SS36 verso Milano, continua in direzione centro fino a Porta Romana e Viale Regina Margherita. - Da Bergamo
Segui l’A4 in direzione Milano, entra in città e prosegui verso il centro fino a Porta Romana. - Da Pavia
Percorri la SS35 dei Giovi verso Milano, continua verso il centro fino a Porta Romana e lo studio. - Da Varese
Segui l’A8 verso Milano, entra in città e prosegui verso il centro fino a Porta Romana. - Da Como
Percorri l’A9 verso Milano, continua verso il centro città fino a Porta Romana e Viale Regina Margherita.
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Intervento alluce rigido: tempi di recupero e convalescenza
La chirurgia dell’avampiede oggi segue protocolli fast-track. Il carico è generalmente immediato con scarpa post-operatoria dedicata. A 10 e 20 giorni eseguo i primi due controlli per rinnovare la medicazione, non vi è bisogno di eseguire la desutura perchè i punti sono riassorbibili; intorno ai 30 giorni si torna gradualmente alla scarpa normale. Il gonfiore può persistere alcuni mesi riducendosi gradualmente. La ripresa delle attività quotidiane è più rapida rispetto al passato grazie al carico immediato e all’utilizzo di un paio di scarpe post-operatorie del tutto simili ad una scarpa da ginnastica.
Complicanze intervento alluce rigido
Come ogni procedura chirurgica, anche l’intervento per alluce rigido può comportare complicanze, seppur con incidenza contenuta. Tra queste vi sono rigidità residua, ritardo di consolidazione dell’osteotomia o persistenza di dolore articolare. Una corretta indicazione chirurgica e una pianificazione personalizzata riducono significativamente questi rischi.
In alcuni casi può verificarsi una progressione artrosica articolare nonostante la correzione. Questo rischio non è correlato direttamente alla chirurgia, ma al carattere evolutivo della deformità che non sempre viene illimitato attraverso la chirurgia. Questo punto deve essere discusso con il paziente nel pre-operatorio in modo accurato.
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Scarpa post operatoria alluce rigido
Dopo l’intervento utilizzo una scarpa post-operatoria che sembra a tutti gli effetti una scarpa da ginnastica, che consente un appoggio completo del piede, compreso l’avampiede operato. È diversa dalla vecchia scarpa Talus, perché permette una deambulazione più fisiologica. La scarpa viene mantenuta per 30 giorni, periodo durante il quale protegge la correzione e facilita il recupero. Il carico immediato fa parte integrante del protocollo di guarigione.
Alluce rigido e valgo
Alluce rigido e alluce valgo sono due patologie differenti, ma possono coesistere nello stesso piede. L’alluce valgo è una deformità assiale con deviazione laterale del dito, mentre l’alluce rigido è una patologia articolare degenerativa legata a un’alterazione del centro di rotazione della metatarso-falangea. Talvolta un alluce valgo evoluto può sviluppare rigidità nel tempo, oppure può essere presente una deviazione lieve associata a un quadro prevalentemente artrosico.
Durante la visita è fondamentale capire quale componente sia dominante, perché il trattamento può presentare delle differenze.
Alluce rigido dopo intervento alluce valgo
Può accadere che, dopo un intervento per alluce valgo, il paziente sviluppi rigidità articolare. È importante distinguere tra una rigidità temporanea legata al decorso post-operatorio e un vero quadro di alluce rigido strutturato legato ad un mal posizionamento della testa del primo metatarso o ad un alterato centro di rotazione dell’articolazione. Una valutazione clinica e radiografica consente di capire se sia necessario un trattamento specifico.
Alluce rigido e deformità delle dita
Il sovraccarico metatarsale può favorire la comparsa di dita a martello o a griffe. Quando l’alluce perde efficienza nella spinta, le dita minori compensano e nel tempo possono deformarsi. Valuto sempre l’intero avampiede per evitare trattamenti incompleti.
Alluce rigido terapia conservativa
La terapia conservativa è il primo passo. Plantari, solette shock absorber, suole rigide o basculanti possono ridurre il dolore e migliorare la funzione. È importante chiarire che gli esercizi di mobilizzazione non correggono la deformità, ma possono aiutare a mantenere sintomatica o limitatamente sintomatica una condizione di alluce rigido.
Medicina rigenerativa per l'alluce rigido
Nei casi selezionati posso associare alla chirurgia o proporre come supporto la medicina rigenerativa. L’alluce rigido è una condizione pre-artrosica o artrosica e il danno cartilagineo può beneficiare dell’utilizzo di cellule derivate dal tessuto adiposo. Queste cellule hanno potenziale rigenerativo e possono contribuire a migliorare la qualità del tessuto articolare. L’obiettivo non è “cancellare” l’artrosi, ma rallentarne l’evoluzione e migliorare la sintomatologia.
Alluce rigido esercizi
Gli esercizi per l’alluce rigido hanno lo scopo di mantenere la mobilità residua e sostenere la muscolatura dell’avampiede. È importante chiarire che non correggono il centro di rotazione alterato, che è la causa meccanica della patologia. Possono però aiutare a mantenere asintomatica o limitatamente sintomatica una situazione patologica e migliorare la percezione articolare. Vanno sempre integrati in un programma terapeutico coerente.
Scarpe adatte per alluce rigido
La scelta della calzatura è fondamentale nella gestione dell’alluce rigido. Consiglio suole rigide o leggermente basculanti, che facilitano la fase di spinta senza richiedere un’eccessiva flessione dell’alluce. Una scarpa troppo morbida obbliga l’articolazione a lavorare di più e può aumentare il dolore. Anche l’altezza del tacco e lo spazio anteriore devono essere valutati con attenzione. Ricordiamo: la scarpa non determina la deformita’, ma se scelta con attenzione può – in alcuni casi- aiutare a gestire i sintomi.
Plantari per alluce rigido
Il plantare non riallinea l’articolazione, ma può migliorare la distribuzione dei carichi plantari. Nei casi di metatarsalgia associata consente di ridurre il sovraccarico sui metatarsi laterali. Può essere utile nelle fasi iniziali, in caso di metatarsalgia associata ad alluce rigido o come supporto in attesa di un eventuale trattamento chirurgico. È uno strumento funzionale, non correttivo.
Patologie del piede e tendinee









Patologie dell’avampiede





Patologie del retropiede


Patologie del tendine


Che differenza c’è tra alluce rigido e alluce valgo?
L’alluce rigido è una patologia degenerativa dell’articolazione metatarso-falangea, mentre l’alluce valgo è una deformità assiale con deviazione laterale dell’alluce. Nel primo caso il problema principale è la rigidità e l’usura cartilaginea, nel secondo l’alterazione dell’asse del primo dito. Possono coesistere, ma hanno origine e trattamento differenti.
Quando l’alluce rigido richiede un intervento chirurgico?
L’intervento è indicato quando dolore e limitazione funzionale persistono nonostante terapia conservativa ben condotta. Se la rigidità compromette la qualità di vita o l’attività sportiva, la chirurgia diventa una soluzione concreta.
Gli esercizi per alluce rigido possono risolvere il problema?
Gli esercizi possono aiutare a mantenere la mobilità e ridurre la sensazione di rigidità, ma non correggono l’alterazione biomeccanica. Sono utili nelle fasi iniziali o come supporto post-operatorio. Non rappresentano però una soluzione definitiva, nè un vero strumento di prevenzione.
Le scarpe adatte per alluce rigido riducono il dolore?
In alcuni casi una scarpa con una suola meno flessibile o basculante può aiutare – riducendo la richiesta funzionale dell’alluce – a ridurre i sintomi. La scelta della calzatura è parte integrante della terapia conservativa.
I plantari per alluce rigido sono davvero utili?
Possono essere utili soprattutto in presenza di metatarsalgia associata. Non correggono l’articolazione metatarso falangea prima, ma possono migliorare la distribuzione del carico a livello dei metatarsi minori.
Quanto dura il recupero dopo un intervento alluce rigido?
Il carico è immediato con scarpa dedicata. Dopo 4 settimane si torna ad una scarpa comoda e si riprende la guida. Il recupero completo può richiedere alcune settimane in più. La ripresa di attività sportiva ad alto impatto come la corsa può avvenire a 2 mesi e mezzo 3.
Qual è la differenza tra artrodesi alluce rigido e osteotomia alluce rigido?
L’artrodesi elimina il movimento articolare fondendo l’articolazione in posizione funzionale. L’osteotomia invece riallinea l’osso preservando il movimento residuo. La scelta dipende dallo stadio della degenerazione cartilaginea.
Quali sono le complicanze intervento alluce rigido?
Le complicanze sono rare ma possono includere rigidità persistente, ritardo di consolidazione o dolore residuo. Una corretta pianificazione riduce significativamente questi rischi. Il follow-up è fondamentale.
È necessaria la fisioterapia dopo intervento alluce rigido?
In alcuni casi sì, soprattutto per recuperare mobilità e schema del passo. La fisioterapia aiuta a ridurre rigidità e gonfiore. Non sempre è indispensabile, ma può accelerare il recupero.
In cosa consiste la riabilitazione dopo intervento alluce rigido?
Consiste nel controllo del carico e rieducazione alla deambulazione. Nei casi selezionati si associano esercizi propriocettivi. Fondamentale: lo scopo della fisioterapia non è mobilizzare l’alluce attivamente per recuperare la mobilità, gesti come questi possono al contrario portare più rigidità e dolore. L’obiettivo è ripristinare un passo fluido e fisiologico insegnando all’alluce a svolgere il suo compito di spinta nella fase propulsiva del passo.
La mobilizzazione passiva alluce rigido è sempre indicata?
Lo scopo dell’intervento non è il recupero completo dell’articolarità perché questo non è sempre possibile ed è strettamente correlato al grado di degenerazione articolare. L’obiettivo è ripristinare un passo fluido e il più fisiologico possibile arruolando l’alluce nella fase propulsiva del passo.
Quanto tempo serve per tornare a camminare dopo l’intervento?
Il carico è immediato con scarpa post-operatoria. La deambulazione naturale migliora progressivamente nelle settimane successive. La ripresa è più veloce rispetto al passato.
È normale avere rigidità dell’alluce rigido dopo intervento?
La rigidità iniziale è frequente e tende a migliorare con il tempo, ma l’obiettivo dell’intervento non deve essere il completo recupero dell’articolarità. Il recupero del movimento articolare dipende principalmente dal grado di degenerazione articolare iniziale. L’obiettivo dell’intervento è ripristinare un passo fluido e il più fisiologico possibile.
Che tipo di scarpa post operatoria alluce rigido è consigliata?
Consiglio la scarpa Walk1 una scarpa post operatoria bilaterale (ovvero un paio di scarpe) che assomiglia del tutto ad una scarpa da ginnastica. Questo per consentire un appoggio completo fin da subito e aumentare la stabilità permettendo al paziente di camminare da subito anche senza stampelle.
L’alluce rigido può peggiorare se non trattato?
Sì, può evolvere verso una degenerazione artrosica avanzata. Il dolore può aumentare e la rigidità diventare marcata. Nei casi in cui l’articolazione diventa artrosica il rimedio diventa quindi un intervento di artrodesi ovvero blocco articolare. Una valutazione precoce consente di intervenire in modo più conservativo.
Alluce rigido a Milano
I pazienti che desiderano trattare l’alluce rigido a Milano possono contare su un percorso completo, dalla prima visita fino all’eventuale intervento chirurgico. A Milano svolgo sia attività ambulatoriale sia chirurgica, in strutture altamente specializzate e con un team dedicato esclusivamente alla chirurgia del piede e della caviglia. La pianificazione pre-operatoria viene eseguita con esami in carico e valutazione clinica approfondita, fondamentali per impostare un trattamento personalizzato. Centralizzare la chirurgia a Milano mi permette di garantire standard organizzativi elevati, continuità nel follow-up e massima sicurezza.
Alluce rigido a Roma
I pazienti che cercano una valutazione per l’alluce rigido a Roma possono effettuare con me una visita specialistica e una consulenza completa. Durante l’incontro approfondisco diagnosi, sintomi e possibili opzioni terapeutiche, impostando un percorso chiaro e condiviso. Qualora emerga l’indicazione chirurgica, l’intervento viene programmato a Milano, dove concentro l’attività operatoria per garantire elevati standard tecnici e organizzativi. Questo modello mi consente di offrire prossimità nella fase diagnostica e massima qualità nella fase chirurgica.
Alluce rigido a Vicenza
Per chi desidera un inquadramento specialistico dell’alluce rigido a Vicenza, ricevo per visite e consulenze dedicate al piede e alla caviglia. La valutazione clinica è sempre approfondita e orientata alla definizione di un trattamento personalizzato, conservativo o chirurgico. In caso di indicazione all’intervento, la procedura viene eseguita esclusivamente a Milano, in un contesto altamente specializzato. Questo consente di unire la comodità della visita in sede locale alla sicurezza di un centro chirurgico dedicato.












