Malattie genetiche quali sono: il punto sull’alluce valgo

Condividi
la foto mostra due piedi di cui uno con alluce valgo

Indice dei Contenuti

Malattie genetiche e alluce valgo

L’alluce valgo è una deformità con una forte componente genetica. Significa che non è possibile individuare il gene dell’alluce valgo e pertanto non esiste e non è possibile documentare alcun tipo di trasmissione genetica da madre o padre (nessuna trasmissione che segua una regola specifica).

Tuttavia è evidente che esista una forte familiarità.

Prima di proseguire con l’articolo mi presento: sono la Dottoressa Camilla Maccario, chirurgo ortopedico specializzata nelle patologie di piede e caviglia. Lavoro presso Humanitas San Pio X dove faccio parte dell’Unità operativa dedicata alla chirurgia di piede e caviglia.

Passiamo per un secondo alle presentazioni nel caso non mi conoscessi: sono la Dottoressa Camilla Maccario, chirurgo ortopedico specializzata nelle patologie di piede e caviglia.

Torniamo alle malattie genetiche e alluce valgo.

Cito con piacere una frase detta da un collega, che è mancato recentemente, ma che per anni si è occupato della salute dei piedi delle ballerine del New York Ballet. Dr Hamilton: “Don’t blame your shoes for your bunion, blame your grandma” (“non dare la colpa alle tue scarpe se hai l’alluce valgo, prenditela con tua nonna!”).

Detto ciò è quindi dimostrato che l’alluce valgo ha una forte familiarità e questa ha un’azione indubbiamente più importante di scarpe, attività fisica o abitudini sbagliate.

Incredibile vero? 

Più semplicemente, non sono le scarpe a deformare l’avampiede, ma è una predisposizione. Questo vale in un senso, ma anche nel senso opposto.

Ossia, non esistono calzature, plantari, calze, spaziatori in silicone o qualsiasi altro materiale che possano riallineare un alluce valgo deformato.

Forse non te l’aspettavi.

Cosa chiedere quindi ad un plantare? Il plantare può essere utile ad ottimizzare la funzione di un piede indipendentemente dalla sua forma, ma come spiegato, non ha un’azione correttiva.

Quando l’alluce valgo è “giovanile” e quando una “patologia congenita”?

la foto mostra due piedi di cui uno con alluce valgo
L’alluce valgo può diventare un vero e proprio dramma se non trattato correttamente (Fonte immagine: podartis.com)

L’alluce valgo giovanile è una patologia evidente nei primi anni di vita di un paziente o che comunque si evidenzia prima del termine della crescita.

Il più delle volte non è definibile come una patologia congenita in quanto non evidente fin dalla nascita: non è una deformità con cui si nasce.

Tuttavia, l’alluce valgo giovanile ha delle caratteristiche completamente diverse dall’alluce valgo tradizionali, che può insorgere anche in una giovane donna senza definirsi “alluce valgo giovanile”.

La principale caratteristica distintiva è la sede dell’apice (cora) della deformità. Classicamente un alluce valgo tradizionale si deforma tra metatarso e prima falange, in poche parole all’attaccatura del dito, dove si evidenzia la cipolla.

Nell’alluce valgo giovanile l’apice della deformità è invece a livello interfalangeo: tra falange e falange, con una componente rotazionale della deformità molto più evidente.

Negli anni si è compreso che l’alluce valgo giovanile è una deformità con caratteristiche diverse da curare con tecniche chirurgiche diverse rispetto a quelle dell’alluce valgo tradizionale.

Uno degli aspetti da non sottovalutare è il dolore sotto il piede.

Infatti osteotomie distali (Austin, Distal Chevron, PDO, SERI) più difficilmente hanno ampio potere correttivo di una estrema deformità inter-falangea e più difficilmente sono efficaci nel correggere una deformità rotazionale.

Helal, un collega americano, diversi anni fa aveva proposto per questi pazienti una soluzione chirurgica di epifisiodesi.

Si tratta di una soluzione molto efficace per correggere le ginocchia valghe di un paziente in crescita, ma che purtroppo non ha dato risultati sperati per la correzione dell’alluce valgo giovanile.

È una chirurgia che prevedeva di arrestare la crescita residua della cartilagine di accrescimento del metatarsale bilanciandone forma e allineamento.

Oggi è chiaro che questa sia una soluzione suggestiva inizialmente, ma da non proporre.

L’atteggiamento più prudente è attendere la correzione dell’alluce valgo giovanile e posticiparla sino a fine crescita: riduce il rischio di recidiva ed è oggi la soluzione scientifica condivisa.

Ricordiamo che correggere un alluce valgo la prima volta è molto più semplice che non correggere una recidiva e che garantisce di più in termini di risultato cosmetico e funzionale successivo.

Quindi, in caso di alluce valgo giovanile, osserviamolo e cerchiamo di non operarlo. Operiamolo a fine crescita in caso di:

  • dolore;
  • limitazione funzionale e nell’utilizzo di calzature;
  • evolutività presente anche a fine crescita.

in questi casi, la soluzione chirurgica più affidabile è indubbiamente MICA, chirurgia mini-invasiva di nuova generazione con stabilizzazione.

Permette, infatti, un’ottima correzione interfalangea e rotazionale, requisiti fondamentali per la correzione di un alluce vago giovanile.

L’alluce valgo giovanile è quindi qualcosa di diverso da un alluce valgo tradizionale, ma non è certo una patologia congenita.

Esistono però dei casi particolari in cui l’alluce valgo è davvero una patologia congenita, andiamo a vedere quali sono questi casi specifici.

Si tratta in realtà di deformità congenite più articolate che coinvolgono l’intero complesso di piede e caviglia.

Aspetta prima di proseguire! E se tu soffrissi di alluce rigido? Scoprilo qui: https://www.camillamaccario.it/alluce-rigido-sintomi/

Faccio riferimento a piede cavo supinato e patologie neurologiche che spesso inducono una plantar-flessione del primo metatarsale, un atteggiamento in griffe dell’articolazione interfalangea dell’alluce ed una evoluzione in valgismo dell’alluce, legata ad una iper-funzione dei tendini estensori dell’alluce.

In questi casi, è evidente una trasmissione genetica più facilmente individuabile.

Sono pazienti “speciali” in cui pensare ad una correzione isolata dell’alluce valgo sarebbe un errore!

Dobbiamo infatti interpretare il piede come un complesso di interazioni e di ingranaggi che hanno bisogno di un equilibrio funzionale tra loro per ottenere il massimo possibile ed una correzione stabile nel tempo.

Esistono ovviamente delle soluzioni chirurgiche per questi casi che possono essere mini-invasive e che più di altre patologie meritano un planning pre-operatorio accurato, eseguito in carico, se possibile tridimensionale.

Oggi la TAC in carico e i sistemi di misurazione semiautomatica (che sfruttano intelligenza artificiale) hanno offerto importanti strumenti per interpretare e pianificare al meglio questo genere di correzioni.

tac alluce valgo
Una TAC è uno strumento utile agli occhi di uno specialista per dare una migliore diagnosi (fonte immagine: drvolpe.it)

Alluce valgo e metodi conservativi. Mito o realtà?

Abbiamo spiegato che non esistono strumenti conservativi per rallentare una deformità instabile in evoluzione, né per correggerla.

Fino a poco tempo fa avresti potuto pensare il contrario!

Significa quindi che qualsiasi iter conservativo è destinato ad essere inutile? Dipende dalle aspettative ma direi proprio di no!

Un alluce valgo infatti può rappresentare una caratteristica anatomica che non fa male, non limita nelle calzature, è compatibile con attività sportiva.

In questi casi quindi i nostri sforzi sono volti ad evitare un’evoluzione di questa caratteristica anatomica in una patologia che implichi limiti e dolore.

Molte persone evitano di considerare una soluzione chirurgica perché convinte che un alluce valgo operato fa male, ma anche qui bisognerebbe fare chiarezza.

È il momento ideale per considerare il trattamento conservativo, ancora una volta non imbrigliando il nostro piede in calzini o tutori, ma considerando il nostro piede come una chiave ed uno strumento del nostro benessere.

Trattamento conservativo significa quindi esercizio fisico specifico e cura di quelli che amo definire markers o rilevatori di benessere in generale.

Andiamo a vederli nello specifico.

Prima però ho un messaggio per te: se hai urgenza di un consulto per il tuo alluce valgo puoi contattarmi dal modulo qui sotto:

[contact-form-7 id=”2cd5536″ title=”Modulo di contatto 2 blog embed”]

Esercizi alluce valgo

Esercizi per il piede, “nel piede”: equilibrio e tricipite.

Indubbiamente il piede è in primis un organo di senso, ricco di recettori che ci informano su sensibilità, distribuzione dei carichi, tensione e carichi muscolari. Immaginare il nostro piede più come un organo che utilizziamo per vedere, che non semplicemente per muoverci ci offre un’idea più completa di tutto quello che possiamo fare per esercitare questa funzione sensoriale intimamente connessa al nostro movimento.

Equilibrio

Promuovere ed allenare attività di equilibrio mono-podalico e bi-podalico ad occhi aperti e ad occhi chiusi, in statica esercita il nostro piede a funzionare al meglio come organo di senso.

Può essere un primo passo su cui costruire nuovi e divertenti esercizi in dinamica. Faccio riferimento per esempio a tavolette che permettano appoggio mono-podalico o bipodalico su cui esercitarsi all’equilibrio, prestando attenzione alla funzione di tendine tibiale posteriore e peronieri, per il retro-piede, e non dimenticando la funzione stabilizzante del flessore dell’alluce per quanto riguarda l’avampiede. Scopriremo come l’alluce sia fondamentale per la ricerca ed il mantenimento dell’equilibrio.

Tricipite (polpaccio)

È doveroso dedicare un capitolo a parte al muscolo tricipite.

Per comprenderne l’importanza, facciamo un passo indietro e osserviamo il nostro corpo da un punto di vista più generale.

Paragoniamo infatti la globalità del nostro corpo ad un pendolo che oscilla al contrario (a testa in su, invece che a testa in giù) per via della forza di gravità, facendo perno su caviglia e piede.

E’ probabilmente una semplificazione esagerata ed è un modello per cui la maggior parte dei fisici inorridirebbe. Tuttavia, è un modello semplice che ci permette di comprendere la funzione del tricipite come attivatore del passo, gestore delle nostre oscillazioni in statica ed in dinamica.

Si tratta del vero e proprio motore del nostro organo di senso “caviglia-piede”. Ricordiamoci quindi di dedicarci ad attività di potenziamento in eccentrico del tricipite e stretching.

Facciamo queste due attività e siamo certi che il nostro alluce valgo non peggiorerà più? No, purtroppo non è così semplice!

Saremo, però, certi di utilizzare al massimo delle sue potenzialità il complesso “piede e caviglia”. Comprendere la funzione ed imparare a gestirla significa ridurre potenziali sovraccarichi e ridurre il rischio che una deformità iniziale possa diventare fonte di dolore e limitazione. In parole povere, può ridurre il rischio che una caratteristica anatomica diventi patologia.

Esercizi per il piede fuori dal piede

È evidente che il piede sia parte importante del nostro sistema locomotore.

Ciò detto, non fa del complesso piede e caviglia una monade che lavori in solitudine, perché il nostro corpo possa beneficiare di un piede sano ed in allenamento è necessario che il corpo stesso sia in forma.

Torniamo per esempio, al modello del pendolo. Se è vero che il tricipite e la fascia plantare sono i principali controllori delle nostre oscillazioni nello spazio è pur sempre vero che intere catene muscolari aiutano questo complesso a eseguire al meglio il proprio ruolo.

Questi esercizi sono pensati per questo specifico problema, che affronteremmo in modo lievemente differente se si trattasse ad esempio di alluce rigido sintomi diversi o altro ancora.

Per di più, è vero che il tricipite lavora in sinergia quantomeno con l’intera catena posturale posteriore dell’arto inferiore. Ecco perché dedicarsi esclusivamente allo stretching e al potenziamento del solo tricipite può essere riduttivo. Non dimentichiamoci pertanto di allungare la muscolatura posteriore della coscia, gli ischio-crurali.

Ricordiamo, inoltre, che deve essere mantenuto un corretto bilanciamento tra agonisti ed antagonisti e. pertanto, ricordiamo di associare all’attività del piede per il piede, un’attività che coinvolga il nostro corpo in toto per il bene del corpo stesso e del piede.

Faccio, quindi, semplicemente riferimento ad una routine che sia dedicata a:

  1. potenziamento isometrico del quadricipite;
  2. stretching muscolatura posteriore coscia e ischio-crurali;
  3. mobilità bacino e tono trofismo addominali: core-stability;

Tutto questo non raddrizzerà il vostro alluce valgo, ma vi aiuterà a gestirlo meglio!

Considerazioni in merito ad esercizio fisico

Queste osservazioni sono comuni a diverse culture e discipline scientifiche. Sorprendentemente, la medicina tradizionale cinese parla del ruolo dei riscaldatori (primo, secondo e terzo) come stabilizzatori del nostro equilibrio e della nostra omeostasi. Il pavimento pelvico rientra tra questi riscaldatori.

Ecco spiegato e motivato il ruolo della attività fisica dedicata alla core-stability.

Pertanto, non esiste un unico modo di allenare e preparare il nostro piede, ma filosofie e discipline diverse, che abbiano obiettivi comuni, possono essere considerate salutari per il nostro piede, anche e soprattutto in presenza di un alluce valgo (Yoga, Yoga Ayengar, Tai-Chi, Pilates).

Non perderti questo articolo che ti aiuta a valutare se il tuo dolore sotto al piede può essere indicativo di un problema più serio: https://www.camillamaccario.it/dolore-sotto-il-piede-le-cause-e-sintomi-piu-comuni

Medicina rigenerativa

Benessere e markers di benessere.

Il nostro corpo è biochimica.

Ogni nostra reazione, all’interno del nostro corpo, è guidata da reazioni biochimiche. E quindi chiaro perché un soggetto in una condizione di benessere generale sia predisposto a rispondere bene ad un cambiamento o ad uno stimolo indotto per produrre benessere.

Per esempio, è noto che la Medicina Rigenerativa (PRP, cellule prelevate dal grasso, dal midollo osseo e dal nostro sangue per indurre rigenerazione) possa avere effetti diversi in pazienti diversamente preparati.

infografica sulla medicina rigenerativa
La medicina rigenerativa come soluzione all’alluce valgo? Parliamone. (Fonte immagine: https://francescodicaprio.it/)

Sicuramente, la Medicina Rigenerativa non è la soluzione ideale per la gestione dell’alluce valgo. Tuttavia ci insegna che soggetti riparati rispondono meglio ad un iter terapeutico appropriato.

Ecco perché suggerisco sempre di considerare i nostri markers di benessere: hanno un impatto sull’idratazione e l’elasticità dei nostri muscoli, tendini e articolazioni.

Markers di benessere elevati significa minor tendenza ad evolvere in artrosi, minor tendenza delle deformità a peggiorare.

Per questo consiglio sempre ai miei pazienti di non trascurare i loro livelli di vitamina D ed Omega 3. Mantenere livelli elevati di entrambe avrà un effetto positivo sul nostro corpo in generale, riducendo la tendenza a produrre infiammazione, se sollecitati.

Importante! Ho realizzato un video dove parlo di quante e quali cellule è possibile utilizzare nella medicina rigenerativa lo trovi qui:

Ricordiamo che la sintomatologia di un alluce valgo è soprattutto infiammazione!

Pertanto curiamo i nostri markers di benessere non perché siamo candidati a Medicina Rigenerativa per un alluce valgo (tutt’altro!), ma perché il nostro corpo imparerà a gestire meglio articolazioni equilibrio e funzione.

Ricordiamo inoltre che il nostro metabolismo ha un ruolo fondamentale.

Sappiamo infatti che in un paziente diabetico, per esempio, a causa delle micro-angiopatie periferiche, deformità scheletriche come quella dell’alluce valgo possono più facilmente produrre infezione e necessità di correzione.

Nei pazienti che sono affetti da diabete i livelli elevati di glicemia e conseguentemente di insulina possono produrre un danno.

Introduciamo, però, il concetto di glicazione come causa di infiammazione e edema peri-lesionale.

In poche parole, dobbiamo preoccuparci di livelli elevati di glicemia, ancor prima che siano fuori dalla norma ed in grado di produrre danno d’organo! Controlliamo pertanto la nostra alimentazione, monitorando e riducendo quando necessario l’utilizzo di carboidrati.

Un’attenzione ad una alimentazione a basso impatto infiammatorio farà la differenza sulla capacità del nostro corpo e del nostro piede di gestire una deformità fonte di infiammazioni quale l’alluce valgo

Scopri tutto quello che c’è da sapere sull’alluce valgo grazie a questa guida definitiva! https://www.camillamaccario.it/alluce-valgo-causa-la-guida-definitiva/

Conclusioni

L’alluce valgo si presenta come una condizione complessa e variegata, con caratteristiche specifiche che differenziano l’alluce valgo giovanile da quello tradizionale.

È fondamentale riconoscere che, sebbene non sia una patologia congenita, la sua insorgenza può essere influenzata da fattori genetici e strutturali del piede.

Interventi chirurgici tempestivi e mirati possono essere risolutivi, ma è consigliato attendere fino alla fine della crescita in caso di alluce valgo giovanile, monitorando sempre i sintomi e l’evoluzione della deformità.

Le terapie conservative offrono un’opzione valida per alcuni pazienti, contribuendo a mantenere una buona funzionalità del piede senza però avere potere correttivo o di controllo sulla deformità.

Attraverso esercizi specifici, attenzione ai markers di benessere e una corretta alimentazione, è possibile gestire al meglio questa condizione, provando a ridurre il rischio di progressione verso forme più gravi di deformità.

Fondamentale, infine, che i pazienti e i professionisti della salute collaborino per sviluppare piani terapeutici personalizzati che considerino non solo l’aspetto anatomico, ma anche quello funzionale, per garantire il miglioramento della qualità della vita e del benessere generale.

Se vuoi un consulto per curare il tuo alluce valgo sarò felice di aiutarti, clicca qui oppure compila il modulo qui sotto:

[contact-form-7 id=”2cd5536″ title=”Modulo di contatto 2 blog embed”]

 

Contatta lo studio

Condividi l'Articolo!

Leggi gli ultimi articoli

Scopri le news