Piede piatto nell’adulto

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piede piatto nell'adulto

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Piede piatto nell’adulto: sintomi, rischi e soluzioni

Piede piatto nell’adulto: una condizione molto comune e spesso sottovalutata che può evolvere in problemi seri se trascurata. Sebbene non sempre rappresenti una patologia, in alcuni casi può causare dolore, instabilità, e peggiorare deformità come l’alluce valgo. In questo articolo scoprirai come riconoscerlo, cosa comporta e quali sono le soluzioni davvero efficaci, secondo l’esperienza specialistica della Dott.ssa Camilla Maccario.

Il piede piatto è una condizione molto più diffusa di quanto si pensi, anche tra gli adulti. Come spesso affermo il piede piatto non è a priori una patologia. Il piede piatto anzi è un piede fisiologico. Il piede piatto 

è una caratteristica addirittura vincente in molti atleti che sono atleti professionisti proprio grazie al loro piede piatto, che indubbiamente ci regala alcuni vantaggi come per esempio una elevata capacità di ammortizzare. Quando il piede piatto diventa patologico allora cambia nome e viene chiamato “progressive collapsing foot”. Questo termine vuole proprio far soffermare l’attenzione sulla evolutività della deformità che progressivamente tende proprio a collassare. 

 

Questo è un piede che fa male, instabile e che può associarsi ad altre patologie tra cui alluce valgo, alluce rigido, tendinopatie (achillee o del tibiale anteriore che è direttamente parte della patologia). Quando un piede piatto è patologico (progressive collapsing foot) può essere causa di una serie di disturbi che vanno ben oltre il semplice aspetto estetico: dolore, affaticamento, difficoltà nel camminare e una ingravescente limitazione della funzione.

 

Riconoscere precocemente i sintomi del piede piatto nell’adulto è fondamentale per prevenire complicanze e intervenire con soluzioni efficaci. Con il termine complicanze si intende per esempio un piede patto che ha subito un’evoluzione e che da “flessibile” e quindi ancora capace in parte di svolgere le sue funzioni, diventa “rigido” e quindi artrosico costringendo il chirurgo a soluzioni chirurgiche più invasive. Ma un piede piatto patologico può anche favorire la formazione o meglio il peggioramento di un alluce valgo già presente, ma magari asintomatico, o essere uno dei colpevoli dell’aggravarsi della deformità alluce valgo.

In questo articolo analizzeremo i sintomi principali del piede piatto nell’adulto, i rischi a cui si può andare incontro e le migliori soluzioni per trattare questa condizione, migliorando la qualità della vita e il benessere dei tuoi piedi.

Sintomi del piede piatto nell’adulto

Ripetiamolo ancora una volta: il piede piato non è una patologia a priori. Quando un piede patto diventa patologico? Banalmente potremmo dire quando fa male, questo perché il dolore è sintomo di qualcosa che non sta funzionando nel modo corretto, di un equilibrio che è andato perso in modo definitivo o temporaneo. Un’altra caratteristica del piede piatto patologico è la deformità: il piede cambia forma e tende a collassare andando a creare sovraccarichi articolari a livello di altre articolazioni del piede e favorendo il formarsi di altre deformità quali l’alluce valgo, ma anche colpendo indirettamente articolazioni limitrofe come caviglia, ginocchia proprio per l’alterata distribuzione dei carichi creata dalla deformità.

I sintomi più comuni del piede piatto includono:

  • Dolore a livello del tibiale posteriore indubbiamente questo è il sintomo più frequente legato al piede piatto, causa di limitazione funzionale e difficoltà nella quotidianità
  • Dolore laterale a livello della sottoastragalica, come spiegato il piede piatto porta ad un’alterata distribuzione dei carichi e alcune articolazioni sono costrette a lavorare di più e fuori asse. Questo porta ad un alterato consumo articolare e quindi scatena un processo infiammatorio che può progredire portando ad un’artrosi conclamata. Questo è quello che accade all’articolazione sottoastragalica che si trova sotto alla caviglia che inizia per questo a far male.
  • Dolore a livello del tendine d’Achille e della fascia plantare, come spiegato appena sopra, l’alterata distribuzione dei carichi, può portare tendini e fasce a lavorare con leve sfavorevoli con conseguente infiammazione e dolore. 
  • Instabilità del primo raggio che non di rado si associa ad un piede piatto, può portare un alluce rigido asintomatico a rendersi sintomatico. La stessa cosa può succedere in caso di alluce valgo: un piede piatto patologico può creare sovraccarichi che vanno quindi a renderlo sintomatico e a favorire il peggioramento della deformità.

Questi sintomi non devono mai essere ignorati: il piede piatto, se trascurato, può favorire la comparsa di altre deformità e peggiorare la qualità della vita, rendendo anche le attività più semplici fonte di disagio.

 

Rischi del piede piatto nell’adulto: attenzione all’alluce valgo

Trascurare un piede piatto patologico (quindi progressive collapsing foot) in età adulta può portare il piede ad un progressivo peggioramento della deformità, della rigidità, andando a creare sovraccarichi articolari.

Spieghiamo meglio questo punto. Un piede piatto patologico è un piede che ha un’evolutività e che tende – come dice il termine – a collassare verso l’interno (iperpronazione). Questa deviazione progressiva può portare ad una serie di problematiche:

  1. progressione della deformità ovvero il piede piatto patologico inizialmente è flessibile e quindi ancora capace di adattarsi e di svolgere alcune delle sue funzioni. Nel tempo, la progressione della deformità porta ad un consumo articolare legato all’alterato asse di carico, sviluppando un processo artrosico. Questo si manifesta attraverso maggiore rigidità, dolore e tumefazione, quindi un piede più rigido, più dolente, meno capace di gestire le sue funzioni. 
  2. La deformità può portare a sovraccarichi articolari a livello dell’avampiede, contribuendo al peggioramento della deformità e dei sintomi per esempio dell’alluce valgo, una deformità che si manifesta con la deviazione progressiva dell’alluce verso le altre dita e la formazione della tipica “cipolla”.

 

Questo squilibrio biomeccanico favorisce la deviazione dell’alluce e la comparsa di altre problematiche come dita a martello, metatarsalgia o callosità plantari.

Intervenire tempestivamente e non ignorare la progressione di questa patologia è fondamentale per prevenire queste complicanze e mantenere il piede funzionale nel tempo.

Soluzioni e prevenzione per il piede piatto nell’adulto

Affrontare il piede piatto in età adulta significa non solo alleviare i sintomi, ma anche prevenire complicanze quali piede piatto rigido, alluce valgo, alluce rigido conclamati, sovraccarichi articolari di articolazioni limitrofe come caviglia e ginocchia.

Il plantare può rappresentare in quei piedi piatti ancora border line un valido aiuto. E’ importante però sapere che un plantare anche se eseguito su misura, non ha la capacità di cambiare la forma del nostro piede. Il plantare quindi non ha un ruolo a livello di correzione, né a livello di prevenzione. L’evolutività del piede patto patologico non è quindi legata a quanto tempo portiamo il plantare, ma alla “nostra genetica”.

I plantari ortopedici personalizzati rappresentano quindi una valida soluzione che però spesso è solo temporanea. Hanno il ruolo, sostenendo la parte mediale del piede che tende a collassare, di ridurre il sovraccarico e quindi il dolore a livello del tibiale posteriore. 

Esercizi di rinforzo e stretching

Curare l’esercizio fisico terapeutico è indubbiamente importante per cercare di mantenere il nostro piede e la nostra caviglia in salute, ma non possiamo chiedere un miracolo! L’esercizio terapeutico non fa prevenzione e non è in grado di “raddrizzare” una deformità. Ci aiuta ad utilizzare al meglio quello che il nostro corpo ci mette a disposizione. Alternare quindi attività ad alto impatto con esercizi di rinforzo muscolare e stretching contribuisce a mantenere il piede in salute.

Quando considerare la chirurgia per correggere il piede piatto

Nella maggior parte dei casi, il piede piatto nell’adulto non è classificabile come patologia ed è semplicemente una caratteristica. Nei casi di piede piatto patologico conclamato (progressive collapsing foot) difficilmente il percorso di cura non prevede chirurgia. La chirurgia deve essere ovviamente sempre meditata e procrastinata nei casi in cui per esempio un plantare possa fornire il supporto necessario. 

Nei casi in cui nonostante le terapie conservative il dolore e la deformità progrediscano, la chirurgia diventa necessaria.

Esistono vari tipi di intervento consigliati in base al tipo di deformità e all’evoluzione del processo artrosico. Nei casi in cui il piede piatto sia associato ad altre deformità come l’alluce valgo possono essere eseguite chirurgie contemporanee o separate (in 2 tempi) a seconda della gravità della deformità da correggere.

Anche i tempi di recupero variano in base alla tecnica utilizzata e alla complessità del caso, ma grazie alle moderne procedure mini-invasive, il ritorno alle normali attività è oggi più rapido e meno doloroso rispetto al passato con un carico nel post-operatorio possibile fin da subito.

Una valutazione con a disposizione una radiografia dei due piedi e delle due caviglie in carico o una TAC in carico a basso dosaggio aiuteranno a far luce sulla deformità per impostare un corretto planning chirurgico.

Hai sintomi di piede piatto o noti una deviazione dell’alluce? Prenota una visita specialistica con la Dr.ssa Camilla Maccario: riceverai una valutazione approfondita e un piano di trattamento personalizzato per prevenire e gestire efficacemente piede piatto e alluce valgo.

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