Camilla Maccario alluce valgo

Intervento di alluce valgo

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Intervento di alluce valgo: che anestesia viene utilizzata?

Spesso il paziente mi domanda preoccupato quale tipo di anestesia sia necessaria per l’intervento di alluce valgo. Anche in questo senso la tecnica MICA ha apportato dei vantaggi. Si tratta infatti di anestesie periferiche che permettono di tenere addormentata la gamba dal ginocchio in giù o anche solamente dalla caviglia in giù, così da tenere controllato e spento il dolore, senza rinunciare completamente alla mobilità.

Prima però di addentrarci nei particolari anestesiologici ripassiamo insieme i tempi chirurgici e del post-operatorio.

Intervento di alluce valgo

Intervento di alluce valgo: durata e tempi di recupero.

L’operazione di correzione dell’alluce valgo è di breve durata: 30 minuti al termine dei quali il paziente verrà portato nella sua stanza con il piede bendato anatomicamente. Durante i quindici giorni successivi l’intervento, questo bendaggio accompagnerà il piede del paziente, aiutando la guarigione dei tessuti molli, nella giusta tensione e armonia. Dopo quindici giorni, ci sarà il primo controllo, durante il quale il bendaggio verrà rimosso e riconfezionato.

Non appena il paziente riacquisterà la sensibilità (ovvero la mattina successiva all’intervento) sarà consentito caricare a pieno carico sull’arto, utilizzando una scarpa piana: una scarpa post-operatoria che consenta un pieno carico all’avampiede operato.

Un’alternativa da noi utilizzata è la scarpa “Walk1”, una apposita scarpa che ha l’aspetto di un normale paio di sneakers, la quale ci offre la possibilità di ottenere un armonico carico su entrambi i piedi; sarà dunque possibile camminare fin da subito e senza l’utilizzo di stampelle, che saranno utili nella sola prima giornata dopo il trattamento chirurgico con l’unico scopo di aiutare l’equilibrio del paziente.

Questa scarpa verrà utilizzata per 4 settimane dall’intervento e, successivamente all’ultimo controllo post-operatorio, sarà possibile indossare una “normale” scarpa comoda tornando anche a guidare.

Dal secondo mese si potrà anche tornare a riprendere l’attività sportiva aspettando i 3 mesi circa per gesti più impegnativi come ad esempio la corsa. Tra il secondo ed il terzo mese sarà possibile indossare nuovamente scarpe strette o tacchi impegnativi.

Ovviamente questi sono tempi di recupero indicativi che potrebbero subire minime variazioni a seconda del paziente ed in base ad eventuali tempi chirurgici accessori.

È bene tenere a mente, infatti, che la correzione del solo alluce valgo, rispetto alla correzione dell’alluce, delle dita e dei metatarsi in contemporanea, si associa ad un recupero post-operatorio più rapido.

Come funziona l’anestesia nell’intervento di correzione dell’alluce valgo?

Come accennato poco sopra, l’anestesia prevede un ankle-block o un popliteal-block, ovvero un’anestesia rispettivamente al di sotto di caviglia e ginocchio, la quale serve a raggiungere un ottimo controllo del dolore sia durante l’intervento che durante le ore successive, garantendo al piede addormentato, un tranquillo primo decorso post operatorio.

Se il paziente dovesse soffrire di ansia o paura causate dall’intervento, è possibile essere sedati e dormire per l’intera durata dell’operazione.

Non abbiate paura quindi se, svegliandovi al termine dell’intervento, sentirete il piede intorpidito, o se non lo sentirete affatto: è voluto! In questo modo nel momento in cui la sensibilità inizia a ripresentarsi, saranno passate ore dall’intervento e il dolore sarà meno forte e più gestibile utilizzando i farmaci che avrete già prescritti in terapia.

Dimissione 

L’intervento di correzione dell’alluce valgo utilizzando la tecnica MICA prevede una dimissione in giornata Day Hospital o una notte di ricovero a seconda di quello che il paziente ritiene più idoneo. Non c’è una scelta giusta o sbagliata. Se siete quindi persone più ansiose e temete maggiormente la comparsa del dolore, sappiate che la terapia in vena ospedaliera può essere più efficace. In questo caso suggerirei di passare una notte in ospedale. Al contrario, se l’ospedale vi sta stretto e preferite la tranquillità di casa vostra, è possibile la dimissione nel pomeriggio il giorno stesso dell’intervento. In questo caso consiglio di non caricare sull’arto operato che potrebbe essere ancora addormentato e non pronto al carico. 

Indipendentemente da quando avvenga la dimissione, è fondamentale caricare e quindi, camminare con la scarpa post-operatoria consigliata a partire dal giorno successivo all’intervento.

Ricordatevi: prima camminate, prima guarite!

Controlli post-operatori

Il primo controllo post-operatorio avviene a circa 10 giorni dall’intervento. Questo controllo serve a rinnovare la medicazione, i punti non dovranno essere rimossi in quanto riassorbibili. Non abbiate paura, non è una procedura dolorosa. Il bendaggio verrà riconfezionato quindi non potrete comunque lavare il piede e dovrete sempre continuare ad utilizzare la scarpa post/operatoria. Tuttavia la medicazione sarà sicuramente meno ingombrante e vi lascerà più spazio all’interno della scarpa. Se avrete scelto  la scarpa “Walk1” il minor ingombro della medicazione vi permetterà di inserire all’interno della scarpa la soletta numero uno che renderà la scarpa post-operatoria più comoda e più simile ad una scarpa normale. 

Il secondo controllo a 3 settimane circa dall’intervento è molto simile al primo, rinnovo della medicazione, non sarà ancora possibile lavare il piede.

Il controllo a 4 settimane sarà la vera liberazione! In quest’occasione verrà rimossa la medicazione e potrete finalmente tornare ad utilizzare una scarpa comoda. Ricordo sempre al paziente che il gonfiore non svanirà immediatamente, possono essere necessari 2-3 mesi prima che il piede torni sgonfio. Questo non deve demoralizzarvi, provate comunque ad utilizzare le scarpe che vi piacciono anche se, inizialmente, non per l’intera giornata.

Pieno recupero

L’attività sportiva può essere ripresa intorno ai due mesi e mezzo, tre. Non dovete aver paura di camminare, perché camminare aiuta nel processo di guarigione e nella riduzione del gonfiore. La tumefazione (gonfiore) può perdurare alcuni mesi e non rappresenta un problema né un segno di non riuscita dell’intervento. Un gesto molto utile rimane lo stretching. Stretching delle dita e del polpaccio che mostro sempre proprio durante l’ultimo controllo. 

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Sono la dr.ssa Camilla Maccario

Sono Camilla Maccario, Medico Chirurgo, Specialista in ortopedia e traumatologia. Sono dedicata al trattamento delle patologie di Piede e Caviglia.

Lavoro presso l’Unità di Ortopedia della caviglia e del piede presso Humanitas San Pio X di Milano.