Camilla Maccario alluce valgo

Comprendere l’Alluce Rigido: Sintomi, Diagnosi e Gestione

Indice

Introduzione

L’alluce rigido rappresenta una delle principali ragioni per cui si ricorre alla chirurgia del piede, posizionandosi subito dopo l’alluce valgo nelle donne. Questa condizione interessa entrambi i sessi e può manifestarsi a varie età, mostrando sintomi che vanno oltre il semplice dolore all’alluce.

La Natura dell’Alluce Rigido

Questa patologia si caratterizza per una limitazione del movimento dell’articolazione metatarso-falangea dell’alluce, spesso tollerata per anni, soprattutto dagli uomini. Nelle donne, invece, può presentarsi in modo più insidioso, anche prima dei 40 anni. Contrariamente a quanto si possa pensare, non è sempre l’alluce a dare i primi segnali di sofferenza, ma spesso sono i raggi minori (ovvero piccole dita e metatarsi) che iniziano a deformarsi e sviluppare calli dolorosi (ipercheratosi).

Identificazione e Sintomi Premonitori

La comprensione dei sintomi premonitori dell’alluce rigido è essenziale per una corretta diagnosi. Spesso i primi segnali dell’alluce rigido – come detto sopra – non interessano l’alluce, ma i metatarsi (metatarsalgia). Non raramente il paziente quindi giunge dallo specialista per un dolore sotto la pianta del piede a livello delle teste metatarsali convinto che si tratti di un Neuroma di Morton.

In questi casi è fondamentale una corretta diagnosi differenziale, spiegando al paziente che la causa della metatarsalgia è proprio il malfunzionamento dell’alluce: metatarsalgia transfer ovvero da trasferimento del carico.

Primi Segnali di Allerta

  • Sviluppo di calli dolorosi: uno dei primi segnali è la già citata metatarsalgia. Spesso il paziente che presenta un alluce rigido è ignaro della patologia che riguarda l’alluce, ma riporta un più o meno intenso dolore metatarsale. La metatarsalgia oltre a provocare dolore si associa alla presenza di calli sulla pianta del piede, in particolare sotto i metatarsi, ad indicare il sovraccarico a cui le teste metatarsali sono sottoposte a causa dell’alterata distribuzione dei carichi. Questi calli, spesso dolorosi, sono il risultato del corpo che cerca di adattarsi alla limitata mobilità dell’alluce, distribuendo in modo anomalo il carico sul resto del piede.
  • Deformità delle dita: un altro segno che spesso si associa all’alluce rigido è la deformità delle dita adiacenti all’alluce, comunemente note come dita a griffe. Questa condizione si verifica quando le dita iniziano a curvarsi verso il basso, assumendo un aspetto artigliato che può causare disagio e difficoltà nella scelta delle calzature. Anche la deformità delle dita è legata ad un sovraccarico che porta ad uno scompenso tendineo e alla successiva deformità: dita a griffe, dita a maglio, dita a martello.

Importanza della valutazione completa

L’alluce rigido è nella stragrande maggioranza della popolazione asintomatico motivo per cui possiamo definirlo “caratteristica” e non patologia a priori. L’alluce rigido diventa patologico quando fa male! Ovviamente al dolore si possono associare le deformità di cui abbiamo appena parlato, che a loro volta possono provocare dolore, limitare nella scelta della calzatura e nella funzione.

Il paziente si trova a dover gestire la patologia quindi, nel momento in cui compare la limitazione e la sintomatologia. A questo punto diventa importante una valutazione corretta.

La diagnosi quindi non deve essere esageratamente tempestiva altrimenti si rischierebbe di trattare od operare alluci rigidi asintomatici senza nessun beneficio per il paziente.

Per la corretta valutazione di un paziente sintomatico è fondamentale oltre all’esame obiettivo avere a disposizione le corrette immagini ovvero radiografia dei due piedi in carico o TAC in carico a basso dosaggio.

Ovviamente nel momento in cui si manifesta la patologia con dolore alla mobilizzazione dell’alluce, esostosi (osso in eccesso) dorsale sull’alluce e conseguente sovraccarico dei metatarsi consiglio di programmare un controllo specialistico con le radiografie in carico a disposizione in modo da valutare come poter intervenire per evitare che la patologia proggredisca.

Approcci terapeutici

Il trattamento dell’alluce rigido dipende dai sintomi con cui si presenta. In una fase iniziale nel caso in cui l’alluce sia completamente asintomatico e il dolore sia solo a livello metatarsale (metatarsalgia) l’approccio con un plantare può essere utile anche se dobbiamo ricordare che il plantare non ha un effetto correttivo e che nel tempo può portare ad un più rapido peggioramento della griffe delle dita.

Nel caso di una sintomatologia conclamata a livello dell’alluce la soluzione è chirurgica.

La Chirurgia

La correzione chirurgica prevede osteotomie metatarsali (tagli ossei) che consentano il corretto allineamento della deformità sul piano sagittale. Essendo la causa dell’alluce rigido l’elevazione del primo metatarso, la chirurgia ha come focus la correzione di questa elevazione attraverso osteotomie che mirano a plantarizzare e derotare la testa del metatarso.

L’osteotomia viene sintetizzata con un piccolo mezzo di sintesi in titanio che rimane affondato nell’osso e che viene rimosso in una percentuale minima di pazienti (1 paziente su 100) solo nel caso in cui dia fastidio creando attriti con la scarpa. Lo scopo della chirurgia non è ridare pieno movimento all’alluce, cosa non sempre possibile, ma ripristinare il corretto centro di rotazione rallentando o bloccando il processo artrosico che caratterizza questa patologia.

La chirurgia viene effettuata utilizzando un’anestesia periferica che addormenti quindi l’arto. Se si desidera si può essere sedati. L’intervento può durare tra i 20 e i 30 min. Al termine della chirurgia il piede sarà contenuto in una medicazione correttiva che non andrà toccata dal paziente.

Post-operatorio e recupero

Il carico è permesso immediatamente dopo l’operazione, con l’uso di una scarpa postoperatoria per circa 4 settimane. Si tratta di una scarpa bilaterale che permette un carico armonico e stabile senza necessità di utilizzare le stampelle se non nelle prime 24 ore. La scarpa post-operatoria, che assomiglia di fatto ad una sneaker, andrà utilizzata 30 giorni.

Al termine dei 30 giorni sarà possibile riprendere la guida e tornare ad una scarpa comoda. Sarà possibile indossare una scarpa con il tacco a circa 3 mesi dall’intervento. Attività sportiva blanda già dopo 45 giorni, attività sportiva ad alto impatto (corsa) a 3 mesi dall’intervento.

Conclusione

L’alluce rigido non deve essere visto come patologia a priori. Sono il dolore e la deformita’ a definire la patologia, diversamente parliamo di caratteristica. Per una corretta valutazione e’ importane rivolgersi ad uno specialista dedicato con gli appropriati esami di imaging: radiografia dei due piedi in carico o TAC in carico. 

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Sono la dr.ssa Camilla Maccario

Sono Camilla Maccario, Medico Chirurgo, Specialista in ortopedia e traumatologia. Sono dedicata al trattamento delle patologie di Piede e Caviglia.

Lavoro presso l’Unità di Ortopedia della caviglia e del piede presso Humanitas San Pio X di Milano.