Camilla Maccario alluce valgo

Alluce valgo: una guida completa alla nuova tecnica chirurgica MICA

Indice

Introduzione

l’Alluce valgo, rappresenta una delle patologie più diffuse che affliggono il piede, per meglio dire l’avampiede, causando dolore e disagio significativi, sia dal punto di vista funzionale, che dal punto di vista estetico. Infatti, questa deformità, caratterizzata dalla deviazione laterale dell’alluce, non solo compromette la funzionalità del piede ma incide anche sulla qualità della vita dei pazienti. Fortunatamente, i progressi nel campo della chirurgia ortopedica offrono nuove soluzioni attraverso tecniche chirurgiche innovative, minimamente invasive e sempre più affidabili. In questo articolo, esploriamo in dettaglio l’intervento di correzione dell’alluce valgo, focalizzandoci su una nuova tecnica chirurgica che garantisce tempi di recupero ridotti e ridotto rischio di recidiva. La tecnica MICA (Minimally Invasive Chevron Akin)

Alluce valgo

Comprendere l’Alluce Valgo

L’alluce valgo si manifesta con una pronunciata deviazione dell’alluce verso le dita, causando la formazione di una protuberanza ossea medialmente. La famosa “cipolla”. Questa condizione può derivare da diversi fattori, tra cui predisposizione genetica, e patologie sottostanti come l’artrite reumatoide. Attenzione però ai falsi miti, non sono i tacchi a far venire l’alluce valgo! I sintomi dell’alluce valgo includono dolore, rossore, gonfiore e un’alterata mobilità dell’alluce, che insieme possono limitare significativamente le attività quotidiane del paziente.

Quando si diventa candidati per la chirurgia prima di approfondire la nuova tecnica chirurgica MICA, è essenziale comprendere che si può diventare candidati alla chirurgia quando coesistono almeno due delle seguenti condizioni:

  • L’alluce valgo ti fa male
  • Non ti piace
  • Ti crea problemi nell’utilizzo delle calzature

La Rivoluzione della Nuova Tecnica Chirurgica MICA (Minimally Invasive Chevron Akin)

Negli ultimi anni è stata sviluppata una nuova tecnica chirurgica per la correzione dell’alluce valgo. Questa nuova tecnica chirurgica mini-invasiva prende il nome di MICA (Minimally Invasive Chevron Akin). Come le vecchie tecniche mini-invasive prevede l’utilizzo di piccole incisioni e strumenti specializzati che consentono una correzione efficace della deformità con un impatto minimo sui tessuti circostanti. Inoltre prevede, ed è questa la grande novità di questa tecnica, l’utilizzo della fissazione, ovvero, di un mezzo di sintesi che permetta di stabilizzare la correzione riducendo il rischio di recidiva ben presente nelle precedenti tecniche mini-invasive.

Diagnosi:

La diagnosi è semplice e talvolta è il paziente ad arrivare già super informato riguardo alla sua patologia. Quello che però va spiegato è che l’alluce valgo può evolvere ovvero peggiorare e quindi deformarsi sempre di più, ma che l’evoluzione della patologia può arrivare a coinvolgere anche le altre dita. Il valgismo del primo dito infatti, a causa dell’alterata biomeccanica che comporta, può portare a sovraccarichi metatarsali con conseguente metatarsalgia e sbilanciamento tendineo delle piccole dita, da cui dipende la successiva griffe delle stesse. La diagnosi e il conseguente planning chirurgico con a disposizione Rx o tac in carico a basso dosaggio, sono fondamentali per una correzione completa e bilanciata dell’avampiede che non deve a priori coinvolgere tutte le dita o i metatarsi, ma sicuramente deve prevederne una valutazione accurata.

Chirurgia:

La procedura è eseguita in anestesia periferica, popliteal block o ankle block. Il paziente può ovviamente chiedere di essere sedato per rilassarsi maggiormente e ridurre l’ansia che può essere presente nella fase pre-intervento. L’indervento ha una durata di circa 20-30 miniuti. Quando il paziente si risveglierà il piede sarà avvolto da una medicazione con funzione parzialmente correttiva. La medicazione non andrà più toccata o rimossa dal paziente nel post-operatorio. Spiego sempre al paziente di non preoccuparsi se non riesce a muovere o a sentire l’arto. È normale, è l’effetto dell’anestesia che ci permette di non avvertire dolore e che lo rende facilmente controllabile con i farmaci in vena. Il ricovero in ospedale può essere di una notte, ma se il paziente lo desidera può tornare a casa lo stesso giorno dell’intervento.

Cosa aspettarsi Durante il Recupero

Il dolore post-operatorio è facilmente controllabile grazie alla terapia prescritta in dimissione. Non raramente i pazienti riferiscono di non aver avuto bisogno dei farmaci prescritti. Il carico è da ricercare fin da subito sempre e solo indossando la scarpa post-operatoria che è molto simile ad una scarpa da ginnastica ovviamente da indossare bilateralmente. Questo permetterà un carico più armonico, coordinato e meno sovraccarichi sull’arto non operato. Grazie a questa scarpa post-operatoria le stampelle saranno necessarie solo nelle prime 24 ore. Camminare rimane la parola d’ordine! Più si cammina prima si guarisce! La scarpa post-operatoria va mantenuta per 30 giorni. Dopo 30 giorni sarà possibile indossare una scarpa comoda e tornare a guidare!

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Sono la dr.ssa Camilla Maccario

Sono Camilla Maccario, Medico Chirurgo, Specialista in ortopedia e traumatologia. Sono dedicata al trattamento delle patologie di Piede e Caviglia.

Lavoro presso l’Unità di Ortopedia della caviglia e del piede presso Humanitas San Pio X di Milano.